Il padrone ha dato un tiro alla catena e Bossi si è messo subito a cuccia

L'epilogo del vertice di ieri Berlusconi&Bossi si riassume così: quando è il momento, il padrone del PDL (e della Lega) sa come tenere a bada il ringhiante Bossi.
Che sia gettandogli un osso o dandogli un tiro alla catena, sempre, negli ultimi quindici anni, il Bossi abbaia abbaia ma poi non morde.
Poi al limite il padrone gli tira un extracomunitario da mordere, un po' come noi tiriamo a Fuffi il suo osso di gomma, lo lascia sfogare un po', e tutto torna sereno.

La pantomima della Lega antiromana, che a Roma si siede allegramente alla greppia comune di una maggioranza di pregiudicati e plurinquisiti, prendendo in giro gli italiani del nord da almeno venti anni, continua a funzionare benissimo, basta concentrare l'attenzione sui capri espiatori classici ("negri e mussulmani di merda" per usare le parole del disonorevole Borghezio, con l'accuiratezza di togliere dalla lista i terun, perchè adesso che siamo in un governo di collusi con la camorra e la mafia che regala 200 milioni di euro al comune di Catania finito in bancarotta, mentre gli altri devono star lì a fare i conti col pallottoliere del patto di stabilità, non sta mica bene) e il gioco è fatto.
Il problema sono gli extra, mica gli amici casalesi che son venuti a fare affari al nord.

Una piccola nota per la Lega di Carpi (e per il PD che con loro vota fantastici odg bipartisan): l'odg votato a gennaio contro la  "violenza verbale", che porta i matti a lanciare souvenir del duomo in testa al premier, si applica ad un ministro della repubblica che da dello "stronzo" ad un rappresentante delle opposizioni  (vabbè, nel caso di Casini "opposizione" è parola grossa, ma insomma...)?

Commenti

  1. Paluan, stai scivolando sulla dialettica vecchia, quella che vi ha fatto perdere ulteriori voti alle politiche.... Non ci sono padroni nè cani alla catena, nel Pdl, tanté che chi non ci sta è libero di andarsene (Casini, forse anche Fini). Gli alleati è giusto che esprimino il loro parere, non siamo ancora in Russia, nè in Cina, nè a Cuba!

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  2. Come no, il parere lo possono esprimere poi basta che stiano al loro posto, come Alboresi a Carpi quando è stato il momento di scegliere il candidato a sindaco.

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  3. Longino il riferimento alla Russia (Putin è un ex stalinista convinto e amico del povero Silvio...), alla Cina e a Cuba è più consono al PDL paradossalmente. Ricordo che a Modena membri del suddetto partito dissero di Leoni e della Bartolini che utilizzavano metodi stalinisti appunto! Sempre a Modena il PDL ha vissuto epurazioni di stampo stalinista perchè non era possibile presentare documenti alternativi a quelli dettati dal piccolo stalin senza baffoni. Insomma si grida allo scandalo e poi si usano i metodi che si demonizzano. A proposito lo statuto del PDL (che invito alla lettura sinottica insieme a quello del PC(b)US) sembra preso pari pari da quello riscritto da stalin quando prese il potere...guarda un pò!

    Tommaso (ricercatore storico)

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