Nella nebbia dei tecnicismi PD e destra preparano l’imboscata per AIMAG

 

Riuscita iniziativa, quella organizzata ieri pomeriggio da Carpi per la Giustizia Climatica e Sociale, che ha unito il Forum Movimenti per l’acqua, il Comitato AIMAG per il Territorio, Carpi Civica sul tema della fusione HERA-AIMAG e dell’acqua pubblica al circolo Mattatoyo.

Non mi addentrerò ora negli aspetti tecnici della questione (la cosa sarà oggetto di molte altre iniziative dei soggetti che hanno dato vita all’incontro di oggi), ma credo che sia il caso di sottolinearne alcuni aspetti politici, comunque la pensiate su chi debba gestire i servizi pubblici locali (acqua, gas, rifiuti, energia) che sono indicativi della “democraticità” dei sindaci dell’Unione Terre d’Argine, che stanno trainando l’operazione, spalleggiati dai partiti e dai sindaci di destra, come quello di Mirandola.

Su un tema di questa delicatezza, i consigli comunali dei comuni soci di AIMAG saranno chiamati ad esprimersi, in tempi relativamente brevi, avendo ricevuto informazioni parziali sul famigerato piano di fusione che, come hanno spiegato l’ex Sindaco di San Felice Alberto Silvestri  e la consigliera comunale Monica Medici, presenta tutt’ora parecchi punti oscuri e, soprattutto, senza che, per un tema di così elevata rilevanza, a nessuno sia mai venuto in mente di informare trasparentemente la cittadinanza di tutti i comuni interessati.

Poche questioni sono così rilevanti per un’amministrazione locale come la gestione di acqua, rifiuti ed energia, che le decisioni su chi li debba gestire (una azienda di diritto pubblico a netta maggioranza dei comuni come AIMAG? Una multiutility quotata in borsa con rilevante presenza di fondi di investimento anche stranieri come HERA? Un’azienda di diritto pubblico?) e in base a quali parametri (il massimo di dividendi per chi ne detiene le azioni? Il massimo di economicità e qualità per i cittadini che ne ricevono i servizi?) debbano essere prese nella sostanziale assenza di un largo e trasparente dibattito pubblico, crea molti legittimi sospetti su quali interessi abbiano effettivamente deciso di difendere gli amministratori del PD (ma anche i partiti di destra presenti nel nostro consiglio comunale e sindaci di destra come quello di Mirandola).

Il punto è che si è arrivati al paradosso di far firmare a consiglieri e sindaci, accordi sulla riservatezza delle informazioni che girano su quel piano, come se non fosse, invece, una cosa che riguardi tutta l’opinione pubblica.

In questo contesto, esattamente come quindici anni fa quando cominciò la svendita di AIMAG ad HERA, chi gestisce il gioco ha interesse che tutto appaia il più tecnicamente complicato possibile ed “ineluttabile” negli esiti.
Robe delle quali i cittadini non si devono occupare e sulla quale anche i consiglieri comunali non si facciano troppe domande.

Ed esattamente come quindici anni fa, il fatto che, al contrario, qualche consigliere comunale chieda trasparenza e pubblicità del dibattito e trovi il supporto di cittadini e comitati, non può che suonare come minaccioso per chi avrebbe invece bisogno di chiudere l’operazione al più presto nell’indifferenza generale.

In questo senso, assemblee come quella di oggi, rappresentano qualcosa da tenere d’occhio da parte della maggioranza (sarà per questo che erano presenti due occhiuti consiglieri del PD nostrano per vedere quale fosse l’entità della “minaccia”), perché in effetti non sarebbe la prima volta che uno sparuto gruppo di cittadini e qualche consigliere interessato alla difesa degli interessi collettivi più che a quelli di attori politici provinciali e regionali e di attori economici di scala addirittura globale, riescano  a portare un po’ di luce su una questione intricata, su un’azienda con centinaia di milioni di fatturato costruito sulla gestione di servizi essenziali per il territorio, in regime di sostanziale monopolio.

Prendete quindi questo post, o quattro lettori di questo blog, come un allarme e un invito: la questione della fusione fra AIMAG ed HERA (ma sarebbe meglio dire dell’assorbimento di AIMAG in HERA) richiederà uno sforzo per informarsi correttamente e per obbligare l’amministrazione comunale a tornare sui suoi passi, prima di decisioni che saranno irreversibili e che intaccheranno la qualità della vita di noi tutti

Gli obiettivi saranno due (e ci sarà tempo per chiarirne tutte le correlazioni nei prossimi mesi): conservare un patrimonio della collettività rispetto agli appetiti speculativi del mercato finanziario e puntare ad un ritorno della gestione pubblica dei servizi locali, a partire da quello idrico, come i cittadini italiani avevano richiesto con i due referendum del 2011, traditi da tutti governi di centrosinistra e di destra che si sono susseguiti da allora.

Per dirla alla Gramsci: «Istruitevi, perché avremo bisogno di tutta la nostra intelligenza. Agitatevi, perché avremo bisogno di tutto il nostro entusiasmo. Organizzatevi, perché avremo bisogno di tutta la nostra forza» perché quello che l’amministrazione Righi ed HERA stanno assemblando nell’ombra, avrà effetti che faranno felici alcuni portatori di determinati interessi, a Bologna e molto più in là, ma sicuramente non  la cittadinanza e gli utenti dei comuni serviti da AIMAG.

Commenti

  1. Condivido il tuo pensiero. Sto aspettando che i sindaci spieghino questa situazione a propri cittadini!ma tutto tace!

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