domenica 10 settembre 2017

Referendum AIMAG: in 9 anni i contrari alla fusione con HERA sono raddoppiati

In termini assoluti, il risultato del referendum carpigiano appare come un insuccesso per i proponenti, nonostante il generosissimo impegno degli attivisti del Comitato Acqua Pubblica, mobilitati per mesi tra campagna per la raccolta delle firme e campagna referendaria vera e propria.

Affluenza ferma al 23%, 14000 Sì e una manciata di No (ai quali va riconosciuto almeno il senso civico di aver espresso la propria posizione).

Di primo acchito il risultato suona deprimente e potrebbe far gonfiare il petto agli esponenti locali del PD, che tanto hanno fatto per mettere la sordina a questa occasione di partecipazione diretta e democratica, da parte della cittadinanza, su un tema di notevole rilevanza e nel chiuso delle loro case (perchè chi non partecipa, sicuramente non può manco permettersi di festeggiare una "vittoria" in pubblico), qualche amministratore PD oggi stapperà bottiglie di spumante e qualcuno a Bologna si sfregherà le mani pensando che ora la strada sia spianata per gli appetiti di HERA

Di mio, faccio sommessamente presente due elementi.

Il primo è che  rispetto al referendum del 2008, i votanti contrari alla fusione di AIMAG con HERA sono quasi raddoppiati,  mentre coloro che sentivano come doveroso sostenere pubblicamente la posizione dell'amministrazione andando a votare NO, sono scomparsi (da 5000 a circa 300).

Il secondo: i 14000 Sì raccolti dal Comitato Acqua Pubblica sono maggiori dei consensi raccolti dalle liste politiche che si sono presentati alle ultime amministrative e che avevano dichiarato il loro appoggio alla campagna per il Sì.

Tenuto conto della ormai assodata tendenza degli elettori a partecipare meno ai referendum (anche nazionali) che alle competizioni elettorali, della scarsa visibilità di questo referendum comunale per degli ostacoli burocratici frapposti dall'amministrazione, tra raccolta delle firme e scelta della data per il voto, tenuto conto dell'aumentata "volatilità" dell'elettorato rispetto anche solo a cinque anni fa, ma soprattutto tenuto conto che a forza di giocare con la scarsa partecipazione, a volte si rischia di bruciarsi le dita (vedi Novi e Vignola), fossi nel Sindaco Bellelli, nei suoi sodali di giunta e di partito (che di voti nel 2014 ne raccolsero 21000), di bottiglie non ne stapperei troppe.

Se non terrà conto dell'opinione di così tanti carpigiani, millantando come "propri" i molti di più che sono rimasti a casa, ma fra i quali si deve contare ormai un astensionismo "fisiologico" (per me patologico) che balla intorno al 30%, magari nel 2019 potrà anche riuscire a farsi rieleggere, ma lo farà su un deserto dal punto di vista civico (e civile).

Come cittadino che ha esposto pubblicamente la propria opinione su queto tema in questi mesi, mi dichiaro francamente deluso dal risultato (anche se non mi sarei mai neanche sognato che avremmo raggiunto il quorum, ma francamente mi aspettavo una risposta migliore da parte dei carpigiani).

Soprattutto aumenta la sensazione di irrecuperabile distanza nel vedere il partito che una volta fu anche il mio, e  che ancora oggi può vantare una maggioranza assoluta di consensi fra i votanti, sottrarsi al confronto e invitare i propri elettori a stare a casa, in una competizione che avrebbe dovuto affrontare con il coraggio delle proprie idee e non con l'opportunismo di sommare la propria astensione con quella di chi magari da anni ha rinunciato al dovere civico del voto. 

Chi si è invece speso senza sosta e disinteressatamente nella campagna referendaria, può comunque rivendicare di avere acceso un faro, su una manovra che altrimenti sarebbe passata sotto silenzio, nonostante la partita dei servizi pubblici locali sia uno dei temi fondamentali per la qualità della nostra vita e della nostra democrazia e che con quei 14000 consensi raccolti, rappresentano comunque un importante segnale per chi amministra questa città.
A loro va, ancora una volta, il mio sentito ringraziamento.

venerdì 8 settembre 2017

AIMAG Le argomentazioni tecniche di Dal Pan smontano le "fake news" di Arletti e Tosi

Mirco Arletti - Foto tratta da VOCE











Simone Tosi, foto dal suo profilo Facebook
Il Carlino di oggi pubblica un'ottima sia il comunicato dell'ex presidente AIMAG (ed ex assessore all'ambiente ed ex segretario comunale PDS) Mirco Arletti e anche il post comparso sul blog dell'assessore Tosi.
intervista ad Alfonso Dal Pan che, con argomentazioni tecniche e precise demolisce con un colpo solo
Leggetevele e fatevi un'idea.
Quella che mi son fatta io è che emerge la notevole differenza fra chi porta, in una discussione complessa, ragioni di merito (Dal Pan) e chi sventola, per ragioni di partito, argomentazioni che oscillano tra l'incompleto, l'errato, il falso.
Clamorosa la questione dell'ipotetica "multa" che secondo Arletti il Comune dovrebbe pagare se passasse il Sì  al referendum, così come sintomatico l'aggettivo "pericoloso" affibbiato al referendum dall'Assessore Tosi (anche se lo posso capire: per chi gestisce il potere, l'uso di strumenti di partecipazione democratica può sempre risultare pericoloso).

In generale emerge l'abissale differenza in termini di competenza e onestà intellettuale fra chi di mestiere si occupa di gestione aziendale e chi non ha mai preso uno stipendio in vita sua che non fosse per (del tutto legittimi) meriti politici.
Il punto è: nel momento di decidere dei destini di AIMAG, voi a chi vi affidereste?

Comunque la pensiate, andate a votare, domenica 10 settembre e ricordatevi che i seggi sono aperti solo dalle 8 alle 20.

martedì 5 settembre 2017

AIMAG: il segretario del PD di Carpi ha poche idee ma ben confuse

Marco Reggiani, Segretario del PD di Carpi
Sabato pomeriggio scorso MDP e SI hanno fatto un'iniziativa comune sul tema AIMAG, durante la quale è intervenuto anche il segretario cittadino del PD, Marco Reggiani (presente come "invitato").
Il prode ha fatto riferimenti personali al portavoce del Coordinamento per l'Acqua Pubblica di Carpi, Roberto Galantini, assente in quanto non invitato (e forse sarebbe il caso che gli organizzatori dell'evento facciano un bel "mea culpa" a riguardo).

Nella migliore delle tradizioni PD, ovviamente Reggiani ha messo in bocca a Galantini  parole che questo non ha mai pronunciato e per questo motivo oggi Roberto, venuto a conoscenza dell'episodio da cronache giornalistiche, ha fatto un post di "precisazioni", per altro molto elegante e cortese nella forma nei confronti del "distratto" segretario PD, che spero i giornali locali riprendano.

Ultimamente uso poco questo blog, ma questo post ci tengo che rimanga negli archivi e ne approfitto per ringraziare ancora una volta Roberto Galantini e tutti gli attivisti del Comitato Acqua Pubblica per il lavoro svolto in questa campagna, e stigmatizzare ancora una volta il comportamento meschino e tartufesco dell'amministrazione e del partito di maggioranza di Carpi, che hanno fatto di tutto per impedire che questa consultazione avvenisse e, non essendo riusciti a impedirla, tentano di tutto per metterla in sordina (visti i numeri che potevano mettere in campo, fossero stati convinti  delle loro posizioni, la definirei una discreta prova di piccineria e meschinità politica).

Dalla pagina Facebook di Roberto Galantini:

Apprendo dalla stampa che in incontri pubblici a cui non ero presente sono state diffuse informazioni errate su di me e sul Comitato Acqua Pubblica. Sono portato a pensare che Marco Reggiani lo abbia fatto più per la sua confusione in buona fede sul tema piuttosto che per la creazione meditata di fumo di copertura attorno alla decisione indifendibile di cedere Aimag ad Hera.
Tuttavia urge il chiarimento.

Secondo Reggiani, “Galantini è stato uno degli oppositori più accaniti quando si è deciso di creare Aimag”. Errato. Quando Aimag è stata creata avevo tre anni. Quando il Comune di Carpi decise di entrare in Aimag (2000) lavoravo come collaboratore del consulente che presentò il progetto. Sicuramente Reggiani mi confonde con Massimo Valentini, all'epoca consigliere di Rifondazione, che si oppose fin dall'inizio all'idea di unire i servizi di Carpi con gli altri comuni della Bassa. La cosa buffa è che il comportamento attuale del PD dimostra che Mamo Valentini aveva ragione: infatti egli sosteneva che conferire i servizi municipali in una società per azioni era il primo passo verso la loro privatizzazione. E questo è esattamente quello che accadrà se Aimag verrà fusa o venduta ad Hera.
Valentini fu membro attivo e sostenitore del Coordinamento Beni Comuni, gruppo che contrastò nel 2007 la vendita del 25% di azioni Aimag ad Hera. Il gruppo Beni Comuni, come il Comitato Acqua Pubblica, riuniva persone e gruppi di diversa provenienza politica, e non metteva in discussione la forma aziendale di Aimag (SpA), bensì la manovra iniziata allora per farla terminare dentro Hera.

La proposta di trasformare Aimag SpA in azienda in-house, cioè non solo di proprietà totalmente pubblica ma che rivolge i suoi servizi esclusivamente agli enti proprietari, era un'idea sostenuta in particolare da Andrea Losi (fondatore del M5S di Carpi). Anche qui Reggiani dimentica o non sa che la proposta dell'azienda in-house era fatta per evitare l'obbligo di assegnare i servizi con gara, quindi serviva a mostrare all'Amministrazione una via d'uscita, visto che “le gare” erano e sono presentate dal Sindaco e dal PD come sciagure imminenti. Chissà perchè ogni volta che costoro ne parlano omettono di dire che “le gare” sono il frutto di una legge scritta dal PD, peraltro in modo difforme al resto d'Europa poiché sottomettono (per il gas) anche le aziende in-house.

Come Coordinamento Beni Comuni e come Comitato Acqua Pubblica non abbiamo mai scritto una singola parola che non fosse documentata da decine di esperienze testimoniate di persona, o da filmati o dalla stampa. Inoltre abbiamo sempre tenuto la discussione sul contenuto, anche se obiettivamente non semplice, per dei non specialisti. Vorrei far notare invece che dal partito di maggioranza di questa città si fa di tutto per disinformare su un argomento che, volenti o nolenti, dovrà passare dal voto dei cittadini, si attaccano le persone (e non vi dico le calunnie che ci siamo presi dieci anni fa) e non si tira fuori un esempio, UNO, di città che hanno fatto le fusioni dei loro servizi pubblici e che sono soddisfatte. Vi invito ad andare a votare SI' domenica 10 settembre.


giovedì 20 luglio 2017

In esclusiva le foto di Paluan nudo dal balcone del Municipio di Carpi

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No, ok, era solo per ricordarti che il 10 settembre si vota per il referendum per salvare AIMAG.
Mi raccomando, vai a votare e vota Sì.
(Comunque se hai abboccato a questo post sei proprio un/a bel/la sporcaccione/a...)

venerdì 14 luglio 2017

AIMAG e i servizi pubblici locali al Politicamp di Possibile (una modesta proposta)

Purtroppo non potrò essere fisicamente presente al PolitCamp di Reggio Emilia, quindi, come modesto e semplice iscritto a Possibile,  provo comunque a partecipare lanciando all’assemblea di Possibile, un tema che so caro a molti che vi parteciperanno e che, secondo me, richiede un minimo di “definizione teorica” nel programma di Possibile e in quello della “sperata” futura sinistra unita: il tema dei servizi pubblici locali.

Sulla questione a pochi chilometri da Reggio Emilia, nella città in cui vivo (Carpi), il 10 settembre si andrà al voto per un referendum comunale (osteggiato dall’amministrazione comunale a maggioranza PD, con compartecipazione Sinistra Italiana), con la proposta di chiudere definitivamente ogni possibilità di alienazione della “nostra” multiservizi (AIMAG).
“Nostra” nel senso che AIMAG è una delle ultime realtà regionali, posseduta da un piccolo gruppo di comuni a cavallo tra le provincie di Modena e Mantova, di dimensione sub-regionale, nonostante già nel 2009 i comuni proprietari, avessero deciso di cedere un primo 25% delle azioni alla mega-multiutility HERA.

La vicenda è lunga e complessa, ma il punto è molto semplice: qual è il modello di gestione dei servizi locali che abbiamo in mente e che andremo a proporre al tavolo della sinistra e ai nostri elettori in futuro?

L’idea di mega-multiutility, parzialmente quotate in borsa, rispondenti a logiche di mercato, in Emilia Romagna è un antico cavallo di battaglia della gestione Errani-Bersani, alla quale si è sempre opposto un variegato fronte, in larga parte sovrapponibile a quel popolo che nel 2010 si mobilitò per i referendum sull’acqua pubblica, nel nome della possibilità di conservare un controllo diretto e democratico, su servizi vitali per le popolazioni locali, quali gestione di gas, rifiuti ed acqua.
La questione è tutt’altro che marginale ed è esemplificativa di quello che dovrebbe essere un pilastro fondamentale della “nuova” sinistra, che include la nostra visione del rapporto con il mercato per i servizi essenziali, della possibilità di rilanciare un’idea di controllo democratico sulle multiutilities, alla ricerca di efficienza e innovazione a vantaggio delle popolazioni che servono e non dei mercati finanziari.

A quanto ne so anche la città che ospita  il Politicamp ha i suoi guai con un processo di riorganizzazione di IREN, dirigistico e tutto improntato a finalità slegate rispetto ai bisogni dei cittadini che serve ed ai diritti dei lavoratori che da anni vi operano.
Ecco, nel momento in cui andremo a parlare con gli altri pezzi di sinistra che cerchiamo di unire, forse sarà il caso di porre anche questo tema sul tavolo, perché al di là dei principi generali, la vera misura per “pesare” compagni e/o alleati, a livello nazionale e locale, passa dalle scelte concrete fatte su una questione di tale rilevanza, e dovremo essere molto chiari nel definire le nostre idee e proposte a riguardo.


Per quanto mi riguarda, a titolo di semplice elettore che vorrebbe vedere una proposta di governo credibile a sinistra, a livello locale, non ci sarà per le amministrative e le regionali del 2019, possibilità di dialogo con chi ha voluto, vuole tutt’ora e asseconda direttamente o indirettamente sedendo nelle giunte che avvallano questi piani, possibilità di proposte comuni e sarebbe veramente utile per la lotta che sta portando avanti il Comitato per l’Acqua Pubblica di Carpi se anche dal Politicamp di Reggio Emilia giungesse una voce a sostegno del referendum del 10 settembre, per mantenere un controllo democratico sui nostri servizi pubblici locali rispetto al gigantismo dominato dal mondo finanziario di HERA (che per altro proprio in questi giorni è sotto la lente di ingrandimento dell’autorità anticorruzione per comportamenti non esattamente cristallini…).

So che chi è assente ha sempre torto, ma spero vogliate prendere in considerazione questo messaggio come spunto per la discussione di un tema che suppongo comunque non mancherà nel corso del Politicamp.
Grazie a tutti e buon lavoro a Reggio Emilia.

mercoledì 14 giugno 2017

Il botto di Novi

Foto tratta da Wikipedia
Alla fine a Novi è successo qualcosa che qua da noi capita più o meno con la stessa frequenza del passaggio della cometa di Halley (ogni 70 anni), ovvero il partitone ha perso un sindaco, a favore di una lista civica, che nonostante fosse promossa da molti “ex” di varie provenienze, era “civica veramente” (per parafrasare Finardi, che stasera si vola alto).

Quindi in bocca al lupo alla lista NOI, che come avevo modo di dire qualche giorno prima del voto, se non altro aveva il pregio, per chi sta nell’Unione ma fuori da Novi, di dire cose chiare su due temi rilevanti di politica locale quali la svendita di AIMAG a HERA e la CISPADANA.

Per tutto il resto, ovviamente e come è giusto, si vedrà come giudicarli alla prova di governo, ma intanto condiamo con qualche commento generale.

Le elezioni più combattute di Novi, segnate dal dramma del terremoto e da una ricostruzione che lascia ancora molte cicatrici sul terreno e nell'animo dei novesi, risultano essere anche quelle che storicamente hanno visto la più bassa affluenza in assoluto (55% di votanti, su tutto il corpo elettorale).
Un fenomeno che si inserisce in una tendenza nazionale (in provincia c’è chi ha fatto peggio), ma che deve far riflettere quando si manifesta in quella che in teoria dovrebbe essere l’elezione più importante, quella dell’istituzione più vicina ai suoi cittadini.

Ecco, se le acque della politica italiana sono così avvelenate da non far scattare neanche la voglia di andare a votare per il proprio Sindaco,  secondo me siamo messi piuttosto maluccio.
Francamente non “giustifico” il corpo elettorale: è vero che a Novi parte dell’astensione può anche essere dovuta all’assenza di alcune famiglie politiche “nazionali” (M5S, una lista di “sinistra-sinistra”), ma francamente non credo che la loro presenza avrebbe spostato di molto il dato dell’affluenza.

C’è un mix tossico molto pericoloso per la nostra democrazia, a partire proprio dal ruolo degli enti locali, che unisce lo svuotamento effettivo di poteri delle sale consiliari (e in qualche caso, delle giunte quando queste si trovano in Unioni Comunali “asfissianti” dal punto di vista istituzionale come quella delle Terre d’Argine), e mancanza di partecipazione da parte di una fetta dell’elettorato, deluso, scoraggiato confuso o molto più semplicemente cerebralmente anestetizzato e politicamente pigro, incapace di mettersi in gioco per le proprie idee (si fa presto a rifugiarsi nel “sono tutti uguali” e lamentarsi al bar, senza mai provare a scollare il culo dal divano).

Così, paradossalmente, sono le elezioni nazionali quelle che vedono risvegliarsi la partecipazione al voto, anche se lì in teoria il “peso” di ogni singolo elettore è molto meno determinante, ma queste  godono del traino della infinita campagna elettorale televisiva in cui si trascina questo paese, da sempre, fatta di semplificazioni e slogan, buoni per i talk show e per creare i leader di cartapesta che puntualmente vengono bruciati in meno di una legislatura.

Tornando al locale, il segnale di Novi è comunque importante dal punto di vista simbolico, ha acceso facili entusiasmi negli omologhi civici carpigiani e addirittura in esponenti della destra modenese (già dimentichi che NOI ha battuto anche la lista FI-Lega, che in termini percentuali raccatta poco più di quello che presero le tre liste di centrodestra presentatesi separate nel 2012), farà volare qualche straccio in casa PD (ma neanche più di tanto, dato che ex amministratori e neo candidati, non erano comunque nel “giro” di chi poteva auspicare a carriere in livelli superiori, quindi il partitone digerirà il tutto in fretta senza troppi strascichi, mica stiamo parlando degli intraprendenti ex sindaci di Soliera, per dire…).

Di buono, nella perdita di uno “spillino” nella mappa del potere del partitone, c’è che se non altro, per le elezioni amministrative di Carpi, la sinistra a sinistra del PD, ma a rimorchio delle sue giunte (Sinistra Italiana e MDP per intenderci), non potrà rifugiarsi dietro situazioni di fatto precostituite per giustificare il prosieguo dell’alleanza con il partitone in tutta l’Unione Comunale.
La botta presa a Novi, magari potrebbe ispirare qualche sano ripensamento.
Faccio solo notare che la credibilità di tali “ripensamenti” sarà inversamente proporzionale al tempo che ci metteranno per “rivalutare” l’asse con il PD, specie ora che a Carpi (e speriamo un domani anche a Novi e a Soliera) ci si dovrà schierare su una questione chiave come il referendum di AIMAG (a proposito, ancora un caro saluto al Sindaco di Carpi). A “prese di coscienza” maturate due mesi prima delle elezioni, e fatte a macchia di leopardo sul territorio provinciale, evidentemente,  non crederà nessuno.
Ma per quanto riguarda il 2019 ne riparliamo tra un po’ (non troppo però).


domenica 4 giugno 2017

Referendum AIMAG: un caro saluto al Sindaco di Carpi


Verranno i giorni (e i mesi) per dibattere la questione nel merito, ma intanto preme sottolineare come. Il risultato raggiunto dal Comitato Acqua Pubblica sia già di per sé un'importante vittoria della voglia di democrazia e partecipazione dei carpigiani.

Il Sindaco aveva trascinato sé stesso, la giunta e la sua maggioranza in una ottusa, meschina (e anche un po' ridicola) manovra di ostruzionismo alla raccolta delle firme che non ha precede ti nella storia politica carpigiana,

Il risultato è stato che il Comitato è riuscito a raccogliere  2866 firme (700 in più del necessario), che suonano come un salutare sberleffo alla manifestazione di arroganza del potere voluta da un Sindaco e un partito che hanno così mostrato tutta la loro insipienza e debolezza politica.
Traguardo raggiunto grazie alla costanza degli attivisti del Comitato e alla disponibilità di alcuni dipendenti comunali che hanno fatto i certifcatori volontari, fuori dal loro orario di lavoro e non retribuiti, per garantire un diritto democratico: un esempio di senso civico che fa loro onore.

Non rappresentando altri che me stesso in questo blog, posso permettermi il sobrio commento fotografico qua sopra (che a onor del vero non é farina del.mio sacco, ma di un'altra persona serie e impegnata, il cui ruolo impedisce di prendersi certe libertà, a cui verserò i diritti di autore...)

Ora resta molto da fare per.informare.i cittadini sulla posto in gioco, ma per oggi lasciateci salutare il Sindaco come merita.