sabato 19 marzo 2011

Cara SEL, è proprio vero: io sono fuori dai giochi.

Su ModenaQui di oggi compare un’intervista a Cesare Galantini, che a nome di Sinistra Ecologia e Libertà reclama, come già aveva fatto Anceschi su Voce qualche tempo fa, posti in giunta a Carpi o nell’Unione TdA, e chiude con un commento per le elezioni amministrative del 2014, che riporto:
“E ' ancora presto per parlare delle prossime elezioni? Non credo . Auspico una larga intesa per il centrosinistra: vedo bene Alleanza per Carpi, recuperabile con un nostro ingresso . Paluan? E' preparatissimo, ma con l'ingresso nei grillini si è messo fuori dai giochi”

E allora sarà bene chiarire un punto con i compagni di SEL: sì, io sono fuori dai giochi, circa un’operazione del genere, ma non da quando ho aderito al Movimento 5 Stelle, ma da molto prima e per ben altri motivi.
Io credo che chi si candida a governare una città, da solo o in alleanza, può effettivamente ricoprire incarichi di governo solo se raccoglie un minimo di consenso.
Quella che oggi è SEL, ha promosso nel 2009 la lista Sinistra per Carpi, risultato: 1,24%, alle regionali di un anno dopo, con il proprio simbolo e insieme con i Verdi hanno raccolto il 2,04, che si suppone debba essere diviso per due, quindi ancora meno che nel 2009.

E’ evidente che in Emilia Romagna, tutta l’operazione delle liste “Sinistra per” , ha avuto come unico scopo, a fronte delle evidenti differenze di contenuti di programma sbandierati a parole e smentiti nei fatti (specie a Modena), il garantire, con la propria fedeltà al modello PD, un paio di posti per alcuni politici di carriera in regione, risultato raggiunto nel 2010 con un corollario di credibilità rasa al suolo e consenso elettorale da prefisso telefonico.

Oggi, SEL gode dell’esposizione mediatica del suo leader, Vendola, e di sondaggi che la disegnano con il vento in poppa a livello nazionale, tutti da verificare alla prova del voto e soprattutto qua in Emilia.
Quindi, con tutto il rispetto per i compagni di SEL a Carpi, per i quali nutro grande stima, mi chiedo, da quale gioco sarei fuori?

Sicuramente sono fuori dal gioco delle poltrone, ma questo già da poco meno di un ventennio, sicuramente sono fuori dal gioco di chi a Carpi ha sostenuto le posizioni giuste in consiglio comunale contro l’esternalizzazione selvaggia (vedi il caso Loria), ma poi si allea con chi quelle esternalizzazioni le gestisce e proprio in questi giorni regala un altro giro di vite a quei lavoratori già sfruttati.

Sono fuori dal gioco di mettere la parola “ecologia” nel simbolo del partito, per poi sostenere il partito degli inceneritori e del cemento.

Sono fuori dai giochi di chi si dice per l’acqua pubblica ma sostiene le maggioranze che hanno aperto le porte alle mega multiutilities come HERA, alla loro quotazione in borsa e che a breve si mangeranno anche quel po’ che resta di AIMAG.

Sono fuori dai giochi di chi rivendica la qualità del servizio pubblico, ma poi si allea con i sostenitori della “sussidiarietà” che ha come unico risultato il finanziamento alle scuole confessionali, come fa l’UDC che è parte fondante di Alleanza per Carpi, con cui SEL oggi dice che è possibile allearsi.

Carpi 5 Stelle e Rifondazione, a Carpi, sono per un gioco diverso: quello che dice che se si va al governo, ci si va con il consenso sufficiente per cambiare le cose, non per abbozzare ogni volta che il PD passa sopra alle istanze della sinistra e dei movimenti per i beni comuni (come ad esempio è successo sia all’odg sul Testamento Biologico che sul servizio idrico integrato, che abbiamo presentato noi insieme con quelli che oggi sono in SEL, per vederli bocciati dal PD).

Siamo per il gioco che vuole nuove regole di partecipazione, sia per le mozioni da presentare al consiglio comunale sia per i referendum comunali, con l’abolizione del quorum, non per chi invece ammazza anche la rappresentanza istituzionale delle opposizioni in consiglio delle Terre d’Argine.

Siamo per il gioco che chi parla di “green economy” fa anche “green economy” (come a Carpi non avviene) e di chi, se si schiera a difesa del lavoratori dipendenti, per prima cosa evita di colpire i lavoratori che operano nei propri servizi.

E’ un gioco un po’ più duro, che obbliga a guardare un po’ aldilà delle singole scadenze elettorali e del manuale Cencelli per la composizione delle giunte locali e che al momento ci vede all’opposizione, ma almeno con un consenso visibile e in crescita da un’elezione all’altra.
Ogni volta che SEL vorrà provare a misurarsi su questi temi, ci troveremo d’accordo, come è stato in passato e come è successo su singole iniziative in consiglio comunale con IDV e PD, senza bisogno di deleghe assessorili e alleanze improbabili.

Da altri giochi, di nomine e di poltrone che non portano un risultato reale che sia uno di cambiamento rispetto all’esistente, sono ben felice di esserne fuori (e credo anche Carpi 5 Stelle e Rifondazione).