"A furor di popolol": chi è causa del poblema, può esserne anche la soluzione?

Proiezione dibattito ieri sera del documentario dei filmamkers delle Officine Tau, sulla Woodstock a 5 Stelle di Cesena "A furor di popolo".

Segue dibattito, come nelle migliori tradizioni e bisogna dare atto agli organizzatori del PD, il giovane consigliere Stefano Rimini in testa, di una notevole onestà intellettuale, nel volersi mettere a confronto con quello che in Emilia Romagna, rischia di essere la vera bestia nera del PD, il Movimento 5 Stelle.

Per me, chiamato a parlare davanti ad un “pubblico” di cui 15 anni fa avrei fatto parte, è stata un’occasione interessante, oltre che impegnativa, diciamo così dal punto di vista "sentimentale".
Spero lo sia stato anche per chi ascoltava.

Certo, se qualcuno si aspettava “aperture” e “dialogo” nel senso classico che interpretano i partiti, sarà rimasto deluso.
Contrariamente ai partitini pseudo o para ecologisti e di sinistra, a noi riesce difficile dirci per la tutela dei beni comuni e contro la loro privatizzazioni, per nuovi modelli di gestione del territorio, della mobilità, dei rifiuti e poi accodarci a chi privatizza, cementifica e incenerisce, come è sempre accaduto fino ad ora a Modena, in comune, provincia e regione.

Proprio per questom laclasse politica del PD e dei suoi alleati in Emilia Romagna, oggi rappresenta il problema. Poco probabile che possa essere anche la soluzione, ma sono pronto a farmi stupire.
Il M5S si sgonfierebbe come un palloncino se esistesse un partito che veramente si ponesse il problema del costo della politica (e non si tratta certo della ridicola riduzione del 10% delle indennità dei consiglieri regionali, ma del rispetto della volontà popolare sull’abolizione del finanziamento ai partiti che succhiano miliardi di euro di soldi pubblici), che veramente volesse fare della “green economy” tanto strombazzata il perno della sua politica (e invece PD e alleati procedono nel classico modello strade e cemento), che riconoscesse che non ci sono alternative alla raccolta differenziata spinta porta a porta ovunque e al recupero di tutti i materiali anche della frazione indifferenziata (e invece si procede con nuovi inceneritori), che si impegnasse a sostenere anche solo quei pochi strumenti di partecipazione diretta previsti dalla nostra Costituzione (e invece lasciano dormire per anni in Parlamento, le proposte di legge di iniziativa popolare, un insulto all'impegno civico di centnaia di migliaia di cittadini)

Non lo possono fare, perchè questa class epolitica, a destra come a sinistra,  trae molti vantaggi da questo sistema e perchè, anche nella presunta sinistra,  non riescono più a pronunciare una semplice parolina ("anticapitalista") che Grillo invece ha rispolverato a Cesena, per dire che non esiste alternativa praticabile se la politica continua ad inchinarsi agli interessi di pochi attori forti del mercato, a scapito dell'interesse di tutti e a garantire in eterno un sottobosco di incarichi e poltrone ad una casta politica i cui privilegi sono uno scandalo al sole, che lorsignori infiocchetano di marketing e propaganda, dicendo cose che cozzano violentemente contro la realtà del loro operato.

Si può essere d’accordo o meno con il programma del M5S, ma almeno al momento esiste una certezza: una volta dentro le istituzioni facciamo esattamente quello che diciamo.
Per l’Italia una novità sconvolgente.

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