venerdì 1 aprile 2011

2 aprile: giornata di mobilitazione contro la guerra. Il comune di Carpi non partecipa

Ieri sera in consiglio comunale abbiamo posto una questione etica: così come per alcuni aborto e interruzione di alimentazione e idratazione forzata a malati terminali sono eticamente inaccettabili, ma poi accettano la guerra che sono aborto, eutanasia e assassinio messi assieme, con l'appello firmato da Gino Strada, Carlo Rubbio, Luigi Ciotti, Alex Zanotelli e altre decine di migliaia di persone, abbiamo provato a spiegare che o facciamo maturare una posizione etica che riconduca ad un rigoroso rispetto dell'articolo 11 della Costituzione, o cicilicamente (e sempre più spesso), faremo della guerra il nostro normale rapportarci con il resto del mondo, dato che si profilano crisi inimagginabili ora per il nostro modello di consumo e di sviluppo, che fino ad oggi, si è basato sull'accesso a materie prime e risorse, per accedere alle quali, per decenni, abbiamo sostenuto finanziariamente, politicamente e militarmente alcune delle peggiori dittature di questo secolo e del secolo scorso.
Questa posizione etica è minoranza nella rappresentanza politica di questo paese, che vede l'unanimità delle forze che siedono in Parlamento, appoggiare in modo bipartisan interventi armati, ma sappiamo benissimo che dall'Iraq, all'Afghanistan e oggi anche in LIbia, la maggioranza degli italiani era ed è contraria agli interventi armati dell'Italia fuori dai propri confini, quando non si tratta di vere operazioni i peace keeping con i caschi blu,  alla faccia di ogni consenso bipartisan in Parlamento (o in consiglio comunale).



Sarò sincero: quando ho inviato l'odg perchè il Comune di Carpi aderisse alla mobilitazione indetta da Gino Strada, sapevo benissimo che era minoritaria e in realtà, per pigrizia e personale riluttanza, tendo sempre a pensare che parlare di questioni extracomunali in consiglio comunale, sia a volte una incredibile perdita di tempo, ma durante il dibattito di ieri sera ho capito che, perchè una posizione etica si faccia largo nella società, deve essere ribadita in ogni sede ad ogni occasione, perchè solo in questo modo diventa cultura e valore condiviso, se non da tutti almeno da una maggioranza sufficiente per cominciare a lavorare sul superamento delle condizioni che generano i conflitti e che, in nome del nostro modello di sviluppo, dei nostri interessi finanziari e commerciali, della nostra anestesia da consumismo, ci fanno ritenere "inevitabile" baciare l'anello, per decenni, a dittattori di ogni risma, per poi rendere "inevitabile" l'intervento armato quando quelli che vorremmo cani fedeli a difesa dei nostri interessi, si trovano davanti alla rivolta dei loro popoli che noi abbiamo contribuito a mantenere in condizioni di sudditanza se non di vera e proprià schiavitù.

Le migliaia di morti nel conflitto libico, a cui cominciano ad aggiungersi i morti civili dei bombardamenti NATO, per difendere una rivolta nata come civile e che oggi si vuole armata (e sulla quale in molti hanno lavorato perchè diventasse armata), sono innanzittutto la prova del nostro fallimento ipocrita nel sostenere i diritti umani con comportamenti "a rate", con doppipesismi imbarazzanti che negano ogni autorevolezza all'unico embrione di organizzazione internazionale che abbiamo, l'ONU.
Il punto non è (solo) rispondere alla domanda retorica "allora cosa dovremmo fare rispetto alla minaccia di Gheddafi agli insorti di Bengasi?" ma chiederci cosa stiamo facendo perchè il prossimo Irak, Rwanda, Kossovo, Afghanistan, Libia Costa d'Avorio e altre decine di conflitti e altre decine di paesi in cui si calpestano i diritti umani con la complicità di quello che chiamiamo "realismo" , ma che è solo cinismo ben mascherato, non abbia a ripetersi.
Al momento la risposta è: nulla.
Nessun controllo e trasparenza sul traffico di armi, nessun controllo e trasparenza sui canali finanziari necessari ad alimentare guerre fra eserciti e guerre civili, nessuna capacità reale di interrompere rapporti politici e commerciali con chi viola i diritti umani, perchè gli affari e la difesa del nostro livello di consumi sono più urgenti e più importanti di tutto questo.

L'abolizione dello schiavismo e la parità dei diritti tra uomo e donna, giusto per fare un paio di esempi, ci hanno messo qualche secolo per affermarsi (e non ancora in tutto il mondo, e non ancora solo a parole..) e per secoli i sostenitori di una posizione etica rispetto a quelle che oggi riteniamo violazioni inammissibili dei diritti umani sono stati considerati bizzarre anime belle.
Se la negazione della vita che è la guerra, vogliamo venga superata, bisogna che chi ha questa convinzione etica rispetto alla necessità di proclamare il solo diritto all'autodifesa e il ripudio della guerra come strumento di offesa alla libertà di altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali, continui in ogni occasione e con ogni strumento possibile a denunciare lo scandalo etico di questo sistema e prepare le condizioni culturali e poi politiche ed economiche per il suo superamento.

Rispetto al dibattito di ieri sera in consiglio comunale, nel rispetto delle posizioni di tutti e ognuno, mi sento comunque di ringraziare il consigliere Verrini per aver sostenuto il nostro odg, il consigliere Bassoli per la sua astensione e la consigliera De Pietri per aver manifestato i suoi dubbi e il suo travaglio nel votare l'odg della maggioranza e bocciare il nostro.
Sono convinto che siano sentimenti e opinioni diffusi nel paese, più di quanto le mozioni bipartisan ci vogliano far credere.