lunedì 13 giugno 2011

Acqua pubblica: pregasi partiti ondivaghi ritirare il cappello al guardaroba...

Ci hanno detto che il referendum non era lo strumento giusto, che l'acqua è un bene comune ma va bene che la gestiscano i privati che son più bravi, ci hanno detto che se non c'erano i privati a fare i piani industriali le nostre municipalizzate non avrebbero saputo dove sbattere la testa, e ce lo hanno detta a Carpi, quelli della maggioranza, per tre anni di fila, mica lo Scajola di turno.
Adesso vedo in televisione fior di onorevoli e senatori fare dotti commenti su un referendum che fosse stato per loro non ci sarebbe stato e che se non fosse per il fatto che era il solo e primo vero atto di contrasto alle leggi di Berlusconi, avrebbero contrastato ben volentieri al suo posto, mentre un movimento di popolo, senza una lira e senza bandiere di partito, raccoglieva 1 milione e 400.000 firme.
Beh, a quelli che ora verranno a fare festa in piazza sventolando bandiere di partito, dopo che irridevano i cittadini che raccoglievano le firme e dopo una campagna referendaria dove hanno investito meno di un centesimo di quello che spendono per l'ultimo sindaco dell'ultimo paesino di montagna, chiederei gentilmente di non mettere il cappello su questa grande vittoria della società civile.
Venite e festeggiate, ma perlomeno abbiate il pudore di lasciare le bandiere di partito a casa.