sabato 16 luglio 2011

1,5 milioni in "procedura negoziata", la vera urgenza dello stadio.

 E così ieri sera, i consiglieri di maggioranza, in agguerrita e compatta falange, hanno votato come un sol uomo la variante di bilancio che prevede un intervento di urgenza per lo stadio Cabassi, per 1,5 milioni di euro.

La serata è passata con assessori e consiglieri che ripetevano il mantra "non lo facciamo per il Carpi in C1, lo facciamo per la città", anzi, l'assessora Caruso ci ha tenuto a specificare chea lei del calcio e del Carpi in particolare non gliene importa nulla.

Il consigliere Zironi  si è sperticato nel dissertare sul valore del recupero di un bene della città, altrimenti destinato all'abbandono, un bene che deve essere quindi recuperato "con urgenza", come se fino a ieri questo bene non fosse stato sotto la responsabilità di questa amministrazione che non lo ha inserito fino a giugno di quest'anno in nessun piano pluriennale degli investimenti,  e come se  la delibera di giunta non giustificasse l'urgenza della procedura proprio con la necessità di far disputare le partite di C1 al Carpi nello stadio di casa (come se il trasferirsi a Reggio Emilia per qualche mese o anche per una stagione, fosse una calamità paragonabile ad un'alluvione).

Sindaco, gli assessori D'Addese e Filippi (quest'ultima non si sa bene a quale titolo) hanno affermato che l'inagibilità decretata a maggio dal prefetto rendeva inutilizzabile lo stadio, quando invece ne esclude solo l'accesso per il pubblico e non per le attività sportive, dai consiglieri di maggioranza sono arrivati peana per il ruolo sociale dello sport (di cui ne avremo ampie dimostrazioni da parte delle tifoserie di C1 che andremo ad ospitare), il tutto sempre accentuando che non si sta facendo un regalo al sistema dello sport professionistico più bacato d'Europa, ma un'opera per il lustro della città.

Il finale è noto: per il calcio i soldi si trovano sempre e d'urgenza, come se lo stadio fosse un fungo spuntato la notte precedente e non un impianto presente dal 1928.

Non erano urgenti gli investimenti in case popolari (circa 95% di domanda inevasa per gli aventi diritto), o quelli in energie rinnovabili che avrebbero portato incassi certi per le casse del Comune (che ad oggi non ha ancora un kw di proprietà installato, e sono passati così 6 anni di conto energia sprecati), proposte che avevamo presentato come emendamenti al bilancio negli anni passati e che ci sono stati bocciati "perché non ci sono risorse".

Lo è il campionato di C1, nonostante Sindaco e assessori si arrampichino sugli specchi per smentire cose che loro stessi scrivono nelle delibere di giunta e con la chiara evidenza che l'unico motivo che rende urgente l'opera, è che questo consente di accedere ad una procedura negoziata (ovvero, anziché un bando pubblico che aumenta la concorrenza fra le imprese, la scelta fra una rosa ristretta di imprese "amiche")

Una gestione emergenziale alla Bertolaso, insomma, che coniuga populismo calcistico e gestione del consenso attraverso la macchina degli appalti, nel nome dell'urgenza.