domenica 28 agosto 2011

Dalle Ave: o della sindrome da “lesa maestà”

C’è un riflesso pavloviano in molti esponenti del PD carpigiano e non solo, quando si trovano di fronte a proposte che non collimano con le loro, che si condensa nella risposta “Non prendiamo lezioni da tizio o da caio su…”.
L’ultimo episodio è la risposta astiosetta del segretario cittadino Dalle Ave al comunicato stampa inviato ieri sulla questione dello Stadio.
Nella più trita consuetudine del burocratese da funzionario di partito, si applicano i seguenti stratagemmi retorici:
a)      Personalizzare la questione politica (“non accettiamo lezioni da Paluan”) dimenticando che si tratta di una materia dibattuta in sede politica e che il sottoscritto non parla a titolo personale ma in rappresentanza di due forze politiche e un paio di migliaia di cittadini. Ma vabbè, a questo ci siamo abituati, è una caduta di stile tipica per diversi esponenti del PD carpigiano (talmente frequente che ormai non è più caduta, dato che da ‘sto livello rasoterra di galateo alcuni di loro non si risollevano mai)

b)      Parlare di tutto fuorchè del merito della questione sollevata: si parla dell’investimento per lo stadio, e Dalle Ave risponde citando l’intero bilancio del Comune, avanti pure.

c)      Trasformare ogni proposta alternativa in un gesto di arrogante supponenza (tipico esempio di  vittimismo del potere, un classico all’italiana, che trova in Berlusconi uno degli interpreti d’eccezione, ma con discreti risultati per ogni forza al governo anche locale, a quanto pare).

La retorica politica prevede a inizio legislatura e nei discorsi ufficiali l’invito alle opposizioni a fare proposte e critiche costruttive, salvo poi nei cinque anni successivi, bollare ogni proposta con un “non accettiamo lezioni”, con un tono piccato e lo sguardo sdegnoso e stupito per l’impudicizia di chi ardisce aver pensieri che non escano direttamente dalla catena gerarchica del funzionariato di partito (o dalle lobby che lo finanziano), con tanti saluti agli inviti alla "opposizione costruttiva”.
Questa è quella che mi piace chiamare “sindrome da lesa maestà”.

Insomma, si può essere in disaccordo sulle proposte, ed esprimerlo anche appassionatamente, ma questo significherebbe dare loro pari dignità e per il PD l’importante è non riconoscere la dignità di altri punti di vista, specie se questi vengono dalla loro sinistra (e lo si nota anche nel trattamento riservato ai loro microalleati).

Per puro puntiglio, ribadiamo qua gli elementi della questione che il comunicato di Dalle Ave si rifiuta di riconoscere:
1) Carpi 5 Stelle e Rifondazione da due anni chiedono un aumento degli investimenti sul settore diritto alla casa e in particolare in acquisto sul mercato di alloggi da destinare a ERP, che per questi due anni saranno pari a zero

2) La procedura di urgenza per lo stadio è un incredibile assurdo logico (o un molto logico tentativo di guidare la gara verso imprese “amiche”), dato che l’inagibilità riguarda solo il pubblico e non le attività sportive e fa riferimento a normative DEL 1996, quindi riesce difficile ricavarne “l’urgenza”.

3) I lavori per salvaguardare il “patrimonio della città” (come lo chiama Dalle Ave) non sono MAI stati inseriti da questa maggioranza nel programma delle opere triennali che vota ogni anno, quindi l’unica urgenza è dettata dalla promozione in C1 del Carpi, cosa che continuano pateticamente a negare, anche dopo averla scritta in delibera di Giunta (quella del 6 giugno che recitava:
Ritenuto, altresì, che l'intervento di cui all'oggetto potrà essere assegnato mediante procedura negoziata ai sensi dell'art. 57 c. 1 let. c) del D.Lgs. 163/2006, stante l'estrema urgenza dei lavori da realizzare per la necessità di consentire il regolare utilizzo dello stadio nel prossimo campionato Lega PRO I divisione;” (era la delibera che prevedeva anche che l’opera venisse pagata con lo sconto sugli oneri di urbanizzazione per imprese costruttrici, nel caso qualcuno avesse avuto dei dubbi sul fatto che in Comune si sapesse già a chi voler affidare l’opera. Ipotesi di pagamento che peraltro, in quegli ambienti ha suscitato moti di ilarità anche alle betoniere, e infatti dovettero poi ritirare e riscrivere la delibera).

A questi punti il comunicato di Dalle Ave non risponde, e ci accusa di volere tenere “lezioni” sul sociale, dimenticando che mai questo gruppo consiliare ha votato contro i Piani Sociali di Zona e affermando anche che abbiamo votato contro il bilancio in vigore, quando invece abbandonammo l’aula, dato che non ci era stato consentito di discutere le nostre proposte con emendamenti al bilancio.
Mettiamola così: Carpi 5 Stelle e Rifondazione fanno proposte e le mettono a disposizione del dibattito pubblico.
Come tutte le proposte sono discutibili, opinabili e si suppone che a questo serva il confronto democratico.
Se qualcuno ha la coda di paglia e le prende come lezioni, forse vuol dire che il confronto lo irrita e che la sua idea di democrazia si ferma (nella migliore delle ipotesi) alla soglia del suo ufficio di funzionario di partito.