martedì 13 settembre 2011

Vogliamo più merci e persone sui treni, per questo costruiamo autostrade

Se la frase qua sopra vi pare un paradosso, preoccupatevi.
Evidentemente non siete in grado di capire le raffinate strategie di mobilità sostenibile della Regione Emilia Romagna, che dal Piano Regionale Integrato dei Trasporti (PRIT) del ’98 continua a dire che vuole spostare merci e persone dalla gomma al ferro, (perché costa meno, perché fa bene all’ambiente, perché ce lo chiede l’Europa), ma poi quando decide dove mettere i soldi della Regione (cioè nostri) sceglie di costruire 4 nuove autostrade (fra cui l’inutile e dannosissima Cispadana, che ci riguarda da vicino) o bretelle come la Campogalliano Sassuolo. Solo queste due opere ci costeranno negli anni a venire centinaia di milioni, sottratti alla mobilità sostenibile, agli investimenti sull’intermodalità, agli infiniti altri utilizzi che si possono fare in una regione come la nostra, per promuovere vero benessere e non per ingrassare un settore che produce lavoro poco qualificato e distruzione del nostro territorio e della nostra salute.

Agli amministratori del PD, allegramente finanziati da costruttori e cavatori, non è consentito il privilegio della coerenza tra quello che si dice e quello che si fa. In maggioranza in regione siedono forze come i Verdi (da decenni), che si accontentano delle “green chiacchiere” nei preamboli e poi votano le autostrade negli atti amministrativi, e oggi c’è pure un movimento che ha la parola “ecologia” nel nome. Auguri.

Ieri sera c’è stata un’assemblea partecipatissima a Mirandola, dei tanti comitati cittadini, delle associazioni e dell’unico movimento (il Movimento 5 Stelle) che coerentemente può permettersi di dire che la CISPADANA e le altre opere viarie previste dal nuovo PRIT in discussione sono un danno a noi e ai nostri figli, una truffa per le nostre tasche e che per giustificarle la maggioranza di questa regione e quella che governa questo paese devono raccontare un numero infinito di bugie, perché sono tutti legati a doppio filo a pochi interessi privati contro l’interesse di tutti.
L’unica speranza è che ancora una volta, siano i cittadini a indignarsi e a mobilitarsi davvero, per impedire questo e gli altri scempi previsti dalla lobby bipartisan dell’asfalto.

Ieri sera sono stati presentati molti dati e molte interessanti considerazioni sul futuro del territorio di questa regione, nei prossimi giorni ne riprenderemo qualche pillola…