martedì 22 novembre 2011

LETTERA APERTA AL SINDACO DI CARPI DELL’ASSOCIAZIONE SCUOLAFUTURA

Spett. sig. Sindaco,
in occasione della nostra richiesta di patrocinio per un
Pubblico Confronto il 4 novembre scorso, sulla riorganizzazione
delle scuole del primo ciclo di Carpi, la Sua personale risposta fu:
“Dopo attenta lettura della Sua richiesta, con la presente si
comunica che non viene concesso il Patrocinio. Contenuti e modalità proposte per
affrontare un così importante aspetto delle problematiche legate al mondo della scuola,
non trovano la nostra condivisione.”
Dobbiamo dedurre che Ella non condivide il nostro modo di intendere la democrazia
partecipata?
Se di questo si tratta, vogliamo farLe sapere che nella nostra visione del mondo, tutti
coloro chiamati a decidere su questioni che riguardano l’intera collettività hanno diritto ad
entrare in possesso di tutte le informazioni che possano aiutarli a costruire la decisione
migliore per tutti; in questo confronto alla pari è fondamentale che le informazioni vengano
fatte circolare, tutti possano esprimersi e tutti possano essere messi nelle condizioni di
ascoltare. Questo è il metodo che ci siamo dati sin dal nostro nascere circa dieci anni fa e
le numerose iniziative realizzate, sempre col patrocinio del Comune quando richiesto, lo
stanno a dimostrare.
Oggi scopriamo che questo metodo non è da Lei condiviso e ne prendiamo atto. Non
la pensa alla stessa maniera l’assessore regionale prof. Bianchi che in un messaggio
personale ha espresso apprezzamento per la nostra iniziativa. Ma ci chiediamo allora,
qual è la democrazia partecipata in cui crede la Sua Amministrazione?
Se la risposta è che quella dell’Assessore Filippi ne è un buon esempio allora la nostra
delusione e disaccordo sono massimi.
La democrazia partecipata non si misura con il numero di incontri che il politico di
turno fa con i soggetti interessati, ma con la qualità della comunicazione in quegli incontri.
E se dopo 37 incontri si scopre che non erano stati sufficientemente soppesati alcuni
risvolti delle tematiche affrontate, la responsabilità non è di chi non è riuscito ad
individuarle nel mare magnum delle tabelle e dei numeri da cui è stato investito, ma di chi,
per puro calcolo o per banale imperizia, non ha dato loro il giusto rilievo.
Quando come ScuolaFutura abbiamo posto l’accento sulle ragioni per le quali non
condividevamo (e non condividiamo) la scelta di perdere un’autonomia nelle scuole del
primo ciclo (ne abbiamo elencate 6 che alleghiamo a questa lettera aperta) e abbiamo
diffuso queste ragioni ai diretti interessati, le certezze maturate dopo il percorso
“partecipato” condotto dall’Assessore Filippi hanno cominciato ad essere rimesse in
discussione e gli stessi Consigli di Istituto che a maggio-giugno si erano espressi a favore
della soluzione a 4 hanno pensato di ridiscutere tale scelta.
Questo ha provocato reazioni di grande fastidio, anche in pubblico, da parte
dell’Assessore Filippi, che è arrivata anche ad offendere chi osava ritornare sui propri
passi, e ad affermare che non ci pensava proprio a richiedere la convocazione dei Consigli
di Istituto. Fortunatamente, anche a seguito delle pressioni da parte della Provincia che
aveva stabilito un percorso ben preciso per arrivare ai progetti di riorganizzazione,
l’Assessore Filippi ha dovuto cambiare opinione e ha riconvocato i CdI in data 7
novembre.

La cosa singolare è che proprio l’Assessore Filippi ha, in ogni contesto possibile,
scaricato sulla responsabilità dei CdI di Carpi la scelta dei 4 mega comprensivi da lei
stessa confezionata, dichiarandosi da sempre a favore dell’opzione a 5 che aveva
inizialmente proposto. Anzi ha affermato, anche in consiglio comunale, che era il suo alto
senso della democrazia che le imponeva di tenere conto delle proposte dei CdI di Carpi e
presentare la soluzione a 4 mega comprensivi. Aggiungiamo che durante il Pubblico
Confronto il 4 Novembre scorso ha addebitato a Lei e al Suo programma elettorale, anche
la responsabilità di voler riorganizzare, dopo solo 4 anni dall’ultima volta, le scuole del
primo ciclo a Carpi.
Ma allora? Ci siamo tutti chiesti il perché di tanto fastidio se i CdI decidono poi di
ritornare a discutere della decisione presa, anche alla luce di un mutato quadro normativo
e di una serie di questioni che la nostra associazione aveva posto in grande evidenza.
La risposta a questo fatto singolare l’abbiamo avuta nei fatti che con questa lettera
vogliamo portare all’attenzione Sua e della cittadinanza tutta.
Durante il pacato e libero Pubblico Confronto che si è tenuto in Sala Peruzzi il 4
novembre scorso – quello da Lei non condiviso per contenuti e metodi – si sono
evidenziate ancora meglio le perplessità sulla scelta a 4 comprensivi che era stata
preferita da 4 CdI su 5 nel maggio-giugno scorsi. Tutti gli interventi hanno dichiarato di
comprendere le ragioni di chi vedeva la soluzione a 4 come negativa per gli interessi della
città. Inoltre, da più parti in quel dibattito, è venuta anche la proposta di rimandare la
decisione di un anno per cercare, nel frattempo, la migliore soluzione a 5 che superasse
tutte le perplessità che la proposta iniziale dall’Assessore aveva suscitato. Si è scoperto,
infatti, che non era l’unica soluzione a 5 possibile ma che l’Assessore aveva scartato tutte
le altre da lei esaminate decidendo di proporre solo quella che a lei sembrava la migliore.
Anche questo rivela uno strano modo di intendere la democrazia partecipata. Tornando
alla richiesta di rinvio, sottolineiamo che l’idea di rimandare di un anno era in linea con
l’orientamento di molti altri comuni della nostra stessa provincia, con molte province della
regione, con molte regioni del paese: le stesse linee guida della regione ER del resto,
prevedevano una gradualità triennale nella realizzazione di tali riorganizzazioni.
Ma anche su questo l’Assessore Filippi era stata categorica: di aspettare non se ne
parla nemmeno.
Lo ha detto in tutti i contesti in cui si è espresso il suo pensiero: in conferenza
provinciale, nell’incontro distrettuale, nel Pubblico Confronto del 4 novembre, nella
riunione con i CdI il 7 novembre.
A Carpi la riorganizzazione deve partire dal 1 settembre
2012.
Alla determinazione dell’Assessore Filippi si è aggiunta la fermezza, ai limiti
dell’arroganza, dell’Assessore all’istruzione delle Terre d’Argine Schena, che nella riunione
del 7 novembre alla sala Loria ha detto senza mezzi termini che lui era per la soluzione a
4, ma che in sede di consiglio delle TdA avrebbe proposto la soluzione a cinque; nel dire
questo l’Assessore Schena ha tenuto a sottolineare che non erano state certo le
perplessità di chi aveva cambiato idea a far orientare il consiglio delle TdA in questo
senso, ma le pressioni dall’alto che stava ricevendo e che i CdI potevano decidere e
rivedere quanto volevano le loro posizioni che tanto non sarebbe contato un bel nulla.
Già qui la democrazia partecipata dell’amministrazione comincia a mostrare i primi
segni di cedimento. Ma lo sconcerto deve ancora raggiungere il suo apice.
Giovedì 10 novembre, in serata, si riunisce il CdI del IC Carpi 2 che si esprime con 4
votazioni:
IPOTESI A 4: BOCCIATA
IPOTESI A 5 FILIPPI: BOCCIATA
IPOTESI A 5 elaborata dallo stesso CdI: APPROVATA
RICHIESTA DI SOSPENSIVA DI UN ANNO, sia per valutare meglio la riorganizzazione
sia per seguire l’evoluzione della cosa a livello nazionale : APPROVATA

Questo fa andare su tutte le furie l’Assessore Filippi, che nella mattinata di venerdì 11
elabora una controffensiva basata su una fantomatica tabella per il calcolo degli organici
ATA che dimostrerebbe che con la soluzione a 4 mega Istituti Comprensivi non si
perderebbe alcun posto di lavoro.
La tesi fantasiosa sostenuta dall’Assessore è che il decreto sugli organici del MIUR è
solo uno schema e quindi inapplicabile, per cui il blocco della progressione del numero dei
collaboratori scolastici sopra i 1200 alunni non è operativo. Le vere tabelle per il calcolo
sono altre e dimostrano che nessun posto di lavoro è a rischio. In aggiunta l’Assessore
sostiene di aver avuto rassicurazioni dalla Regione sul mantenimento della 5^ autonomia
per l’educazione degli adulti (ci piacerebbe vedere le carte di tale affermazione). In questo
modo cadono tutte (?) le motivazioni che porterebbero i CdI a rivedere la propria posizione
e si potrebbe tornare alla soluzione a 4 comprensivi: sì, proprio quella in cui lei non
credeva e a cui era stata costretta dal suo alto concetto di democrazia partecipata.
Sempre in nome di tale alto sentimento l’Assessore interventista, sempre nella
giornata di venerdì 11 novembre, compie due atti a nostro avviso gravissimi:
1) tra le 18-18,30 l’Assessore telefona al Dirigente del 3° circolo durante lo svolgimento
della Giunta del CdC che precedeva di mezz’ora la riunione del CdC stesso per decidere
nel merito della riorganizzazione. Il pericolo era che anche il 3° circolo sposasse la tesi del
Carpi 2 del giorno prima. I componenti della giunta vengono informati in diretta del
contenuto della telefonata e viene recapitata la famosa tabella via FAX invitando la
direttrice dei Servizi a rifare in fretta e furia i conti per dimostrare che non si perdono posti
di lavoro. Il CdC nella riunione tenuta subito dopo viene convinto, nella confusione e nella
concitazione del momento, ad esprimersi per la soluzione a 4 comprensivi, che passa di
stretta misura.
2) Alle ore 18.30 dello stesso giorno, l’Assessore, non invitata da nessuno, di sicuro non
invitata dal presidente del consiglio stesso, si presenta alla riunione del CdI del Carpi Nord
e per 40 minuti almeno tiene banco per illustrare la fantomatica tabella, dimostrando, conti
alla mano, che non si perdono posti di lavoro ed esortando il CdI a votare la soluzione a 4
Istituti Comprensivi. Cosa che in seguito effettivamente succede.
A questo punto il DS del 3° Circolo, che è anche reggente del Carpi 2 e che da
sempre è stato per la soluzione a 4, decide di riconvocare il CdI del Carpi 2 (altra
anomalia, ma non sono i presidenti a convocare i CdI? Il DS del 3° Circolo pare non
saperlo, e non è la prima volta) per fargli cambiare ancora una volta la propria decisione.
Siamo alla farsa e ad un’idea di democrazia palesemente “manovrata”, altro che
partecipata: la spaccatura che in tali consigli si è determinata con votazioni che vedono
maggioranze risicate, ben descrivono lo sconcerto generato in tali organi di partecipazione
della scuola dai comportamenti poco ortodossi di dirigenti e amministratori. Si è arrivati
addirittura, in un’altra scuola, ad un patetico referendum/plebiscito sulla soluzione a 4
mega comprensivi, organizzato, con un colpo di mano, per i genitori che si sono recati a
votare per il nuovo CdI e che erano del tutto disinformati sulla questione.
Dopo tutto questo, nei giorni scorsi veniamo a sapere da un comunicato del segretario
provinciale della FLC CGIL che le tabelle prodotte dall’Assessore Filippi non sono quelle
utilizzate per la determinazione dell’organico ATA, che il decreto sugli organici è stato
pubblicato in gazzetta ufficiale nello scorso settembre e che quindi la tabella con cui viene
bloccata la progressione dell’organico dei collaboratori scolastici a 13 anche oltre i 1200
alunni è tuttora in vigore. Questo vuol dire che posti se ne perdono, eccome. Oltre a
questi, poi, si perdono anche i posti di lavoro della 5^ autonomia che verrà persa per il
nostro territorio, a partire dai posti di Dirigente Scolastico e Direttore dei Servizi.

L’Assessore Filippi allora, non solo ha operato una vera e propria invasione delle
competenze proprie dei CdI, interferendo con la loro libera discussione e usando i suoi
poteri e l’autorevolezza del suo ruolo per orientarne le decisioni, che già questo
basterebbe a chiederne le dimissioni, ma lo ha fatto anche ricorrendo a documenti che si
sono rivelati poi inattendibili alla luce dei fatti, e tutto questo pur di sostenere quella che
ormai si è rivelata essere la “sua” opzione principale, i 4 mega Comprensivi, che finora ha
sempre scaricato sulle responsabilità altrui.
Desta sconcerto poi l’idea che tale opzione, così pervicacemente perseguita
dall’Assessore, possa riservarle, una volta rientrata in servizio, un sicuro posto di vicaria a
tempo pieno nella sua scuola di ruolo che è il Carpi 2. Speriamo che l’Assessore possa
pubblicamente dichiarare di non aspirare a ricoprire questo ruolo una volta rientrata in
servizio e che anzi lo rifiuterà se le verrà proposto, anche perché se così non fosse si
potrebbe pensare ad un suo interesse privato nelle scelte operate in questo frangente.
E allora, signor Sindaco, alla luce di tutte queste considerazioni Le chiediamo in
conclusione:
è questa la democrazia partecipata in cui Lei personalmente si riconosce?
Condivide in toto l’operato dell’Assessore Filippi nella gestione dell’informazione nei
confronti dei CdI della città?
E’ stato preventivamente informato e ha condiviso, l’invadenza aggressiva che l’Assessore
Filippi ha operato nei confronti dei CdI del 3° Circolo e del Carpi Nord?
Le sembrano compatibili tutti questi comportamenti dell’Assessore Filippi col ruolo e la
funzione a cui un assessore è chiamato?
A nostro avviso l’Assessore dovrebbe avere il buon senso di rassegnare le proprie
dimissioni dopo la magra figura a cui ha costretto se stessa e la Giunta tutta, ma in
assenza di un suo atto di assunzione di responsabilità, chiediamo a Lei di intervenire per
sanare una situazione ormai insostenibile e che provoca disappunto e condanna.
Da ultimo Le chiediamo il Suo personale intervento per scongiurare quella che
sarebbe una iattura per la scuola carpigiana del primo ciclo, la condanna cioè a restare
per almeno altri vent’anni in sole quattro “case”, affollate sempre di più, dove sarà più
complicato e oneroso per gli operatori garantire una buona qualità della scuola e
sperimentare nuovi percorsi di miglioramento; in compenso con questa soluzione avremo
dato soddisfazione a 4 docenti che potranno dedicarsi a tempo pieno alla gestione della
scuola, a 4 dirigenti che avranno garantita una classe stipendiale maggiorata dovuta alla
complessità e alle casse dello Stato che avranno così modo di risparmiare una decina di
stipendi di collaboratori scolastici, oltre a quelli un po’ più onerosi del dirigente scolastico e
del direttore dei servizi della quinta autonomia che si andrà a perdere.

Associazione ScuolaFutura* – Carpi
*ScuolaFutura è un’associazione che promuove processi innovativi nella scuola pubblica e vi partecipa
in modo attivo e critico, con l'intento di migliorare la qualità dell'offerta formativa.
L’associazione, inoltre, promuove per tutta la cittadinanza iniziative di informazione e momenti di
confronto-dibattito sui temi della scuola.