martedì 27 dicembre 2011

Parliamo di pali e cestini, ma per il diritto alla casa rivolgersi altrove...


L’ultima seduta prenatalizia del consiglio comunale ci ha offerto uno spaccato di come dovrebbe essere e di come non dovrebbe essere al tempo stesso un consiglio comunale.

Come dovrebbe essere (ma non sempre è) parte prima:
Passata la delibera che recepisce o respinge le osservazioni relative all’installazione delle antenne per la telefonia mobile.
E’ stata una delle occasioni in cui mi sono sentito in dovere di fare i complimenti alla giunta: nel delirio creato dalla legge Gasparri, provare a governare la cosa (e riuscirci) mi è sembrata impresa degna di nota..
E mi è sembrata anche un’ottima cosa che per una volta (non ne ricordo altre in questa prima metà legislatura), un atto di giunta venga modificato grazie ad un emendamento presentato da un consigliere di maggioranza (Gelli), che porta una questione al dibattito del consiglio, anzichè rinviarla alle trattative “riservate” tra giunta e partito di maggioranza.
Il PDL ha criticato “l’ardire” del consigliere Gelli, in nome del rispetto “dei cittadini che avevano presentato osservazioni per tempo” (cosa che non ha mai impedito a nessuno di votare contro o a favore delle medesime osservazioni in decine di varianti urbanistiche), loro stessi erano quelli che qualche settimana, insieme con il PD avevano bocciato l’allargamento degli strumenti di democrazia diretta (in primis l’abolizione del quorum nei referendum) proprio in nome della “responsabilità” del Consiglio Comunale, e quando si trovano davanti un consigliere comunale che fa il suo mestiere (cioè presentare proposte sugli atti dell’amministrazione) si sono impegolati in un’assurda discussione sul fatto che un consigliere dovesse o non dovesse farlo, tirandosi dietro anche ApC (peccato).

Come dovrebbe essere (ma non sempre è) parte seconda:
Votato (all’unanimità) l’odg del consigliere Bizzarri per avere una raccolta differenziata anche per i “rifiuti da passeggio”, ovvero trovare il modo che almeno nelle aree del centro storico, i cestini dei rifiuti siano diversi per tipo di materiali. Se non in termini quantitativi di rifiuti raccolti, sicuramente tutti hanno riconosciuto il valore “educativo” di questo tipo di messaggio, verso chi passeggia in centro storico, carpigiano o no.

Come NON dovrebbe essere:
 Il 22 di dicembre siamo riusciti anche a discutere il nostro odg per destinare l’avanzo di bilancio 2010 dell’Unione, più di 700mila euro che noi volevamo destinare almeno per il 50% ad integrazione del Fondo Sociale per l’Affitto, che in alcuni casi eroga contributi francamente miseri.
L’odg era stato presentato in aprile, in settembre l’Unione aveva già deciso, noi abbiamo potuto parlarne a dicembre, dato che siamo tagliati fuori dal consiglio dell’Unione, in virtù di uno statuto fortemente lesivo della rappresentanza di tutti i cittadini.
L’Unione ormai ha un apparato più grande del Comune di Carpi, gestisce una quantità di risorse paragonabile e lo fa con organi che non sono eletti direttamente dai cittadini, ma sono eletti di seconda nomina da consigli comunali eletti a loro volta con due sistemi elettorali differenti.
VI ricordate tutto il bailamme quando venne fatta la nuova legge per gli enti locali, su quanto fosse importante l’elezione diretta del Sindaco?
Beh, provate domattina ad andare in piazza e chiedere ai passanti se sanno chi è il Presidente dell’Unione Terre d’Argine, che formalmente ha la responsabilità di servizi quali le politiche sociali, l’istruzione, la polizia municipale, la gestione del personale e altri ammenicoli per tutti e quattro i comuni.
Ben che vada lo sapranno in due, il nome giusto (e dico due perchè ne avrete incrociato almeno uno di Novi).

Concludendo: è fra i nostri compiti in Consiglio anche dibattere su dove mettere un palo per la telefonia mobile, piuttosto che come organizzare la raccolta dei rifiuti in centro, ma è paradossale che poi lo stesso consiglio non possa prendere decisioni rilevanti, per le cifre e per i temi coinvolti, avendo “abdicato” a favore di  un ente di seconda nomina.
Sul tema della rappresentanza nel consiglio dell’Unione la maggioranza si è impegnata a ridiscuterne dopo le elezioni di Novi.
Nel frattempo, in forma surrettizia, le maggioranze dei quattro comuni ci portano ad una fusione irreversibile della macchina amministrativa, ma evitano di dire ai propri cittadini che di fatto siamo già un comune unico, salvando il simulacro di quattro consigli comunali e quattro giunte svuotate di competenze, giusto per salvare la forma e non dover intaccare spiriti campanilistici.
Ognuno si tiene il suo Sindaco e il suo consiglio, anche se non decidono da soli più niente.
Non sarebbe il caso di essere onesti con i cittadini di tutti e quattro i comuni interessati, uscire allo scoperto, e chiedere una volta per tutte se e come vogliamo stare nell’Unione?