martedì 3 aprile 2012

La scomparsa di Rosario Bentivegna - Il comunicato dell'ANPI

Riporto dal sito ANPI  il loro comunicato, che dice tutto.
Aggiungo, per quel che vale, il mio cordoglio, con il pensiero fisso delle ingiustizie e amarezze che persone come Bentivegna hanno dovuto sopportare per decenni, di chi cercava di ribaltare colpe e responsabilità della strage delle Fosse Ardeatine. 
Oltre alla biografia di Bentivegna, consiglio a tutti la lettura de "L'ordine è già stato eseguito" dello storico Alessandro Portelli, per rimettere in fila i passaggi di quella storia tragica. 
Chi oggi vive in un paese democratico lo deve anche a persone come Bentivegna.

Il cordoglio dell'Anpi per la scomparsa di Rosario Bentivegna
Il 2 aprile è scomparso Rosario Bentivegna, "Sasà", il gappista "Paolo", protagonista dell'azione di via Rasella a Roma.
Bentivegna, partigiano e medico, medaglia d'argento al valor militare, era membro della Presidenza Onoraria dell'ANPI Nazionale e presidente onorario dell'ANPI di Roma. In giugno avrebbe computo 90 anni.

La storia dell'attentato di via Rasella, insieme a tante pagine della vita di Bentivegna, è raccontata (con tanta documentazione) nel bel libro dello stesso Bentivegna "Senza fare di necessità virtù".
"Con la scomparsa di Rosario Bentivegna, “Sasà”, partigiano e componente della Presidenza Onoraria dell’ANPI Nazionale, perdiamo un protagonista della Guerra di Liberazione dal nazifascismo". Inizia così una nota del Comitato nazionale dell'Anpi che interpreta il cordoglio di tutta l'associazione e di tutti gli antifascisti italiani.
"Noto ai più per aver preso parte all’azione in Via Rasella a Roma il 23 marzo 1944, Bentivegna, con il nome di battaglia Paolo, fu dapprima vicecomandante militare della IV zona garibaldina (Roma centro), poi comandante del Gruppo di Azione Patriottica (GAP) "Carlo Pisacane", e infine sempre comandante nella zona dietro il fronte tedesco di Cassino fino al 5 giugno 1944".
"Animato da profondi e incorruttibili ideali democratici - sottolinea il Comitato nazionale dell'Anpi - ha dedicato la sua intera esistenza alla trasmissione dei genuini valori che sostanziarono la Resistenza: pace, uguaglianza, libertà. Carattere fermo, ma infinitamente generoso, aveva il dono della chiarezza e dell’intransigenza, oltreché di un’affilata e feconda ironia che spesso attraversava i suoi scritti.
Un uomo limpido, ecco l’espressione più adatta a definirlo".
"L’ANPI tutta esprime il più sentito e profondo cordoglio per questa dolorosissima perdita e si stringe attorno ai familiari di “Sasà”, il cui ricordo vivrà forte in tutte le coscienze sensibili come esempio e stimolo a compiere ogni giorno il dovere più importante: la realizzazione di un Paese pienamente democratico e antifascista".

La biografia.
Avvicinatosi al marxismo sul finire degli anni Trenta, durante la guerra, mentre era studente in Medicina, entrava nel Pci. Dopo l’8 settembre 1943 partecipava alla formazione dei Gruppi d’azione patriottica (Gap) romani. Con il ruolo di Comandante, partecipava a numerose azioni di guerriglia contro i nazifascisti.
Alla più celebre di queste la sua figura resterà per sempre legata: l’azione di via Rasella.
Nel pomeriggio del 23 marzo 1944, vestito da spazzino, con i bidoni pieni d’esplosivo, Bentivegna è nel commando dei Gap che fa saltare in aria un reparto di SS altoatesine in marcia, pronte per essere adibite alla repressione antipartigiana.
La mattina dopo, la feroce ritorsione nazifascista con l’esecuzione di 335 cittadini inermi, tra antifascisti, partigiani ed ebrei, presso le fosse Ardeatine.
Nel corso degli anni non ha smesso mai di funzionare una vera e propria fabbrica del falso al fine di addossare ai gappisti le responsabilità delle Ardeatine, sempre e costantemente smentita da diverse sentenze della magistratura che hanno ribadito la legittimità di quell’attacco, un’azione bellica contro un esercito occupante. Un atto, aggiungiamo, di singolare coraggio che diede un duro colpo al nazifascismo.

Dopo la Liberazione di Roma, per proseguire la lotta contro il fascismo, Bentivegna si era fatto inviare dal Pci in Jugoslavia, come vicecommissario della Divisione Garibaldi. Dopo la guerra si dedicherà alla professione di medico, anatomopatologo, e alla militanza nel Pci, da cui deciderà di uscire nel 1985. A partire dagli anni Novanta, contro un revisionismo strumentale montante che, ricordiamolo, per gran parte ha fatto perno sull’argomento via Rasella - fosse Ardeatine, Bentivegna ha redatto alcune pregevoli monografie.

Proprio di recente è uscita la sua autobiografia, "Senza fare di necessità virtù" (Einaudi, 2011).