venerdì 8 giugno 2012

Dal Presidente del Consiglio Comunale un messaggio ai volontari che ci hanno aiutato questa settimana

Ciao a tutti, mi prendo la libertà di riportare anche qui il messaggio postato su facebook da Giovanni Taurasi,  Presidente del Consiglio Comunale di Carpi, rivolto a tutti quelli che hanno dato una mano in questa settimana di vigilanza alla zona rossa (e per quanto mi riguarda aggiungo i miei ringraziamenti personali per quelli che hanno "presidiato" il varco di via Aldrovandi).
Grazie a tutti e arrivederci a presto (possibilmente anche senza emergenze...)

Domattina (oggi per chi legge ndr) si conclude il presidio della zona rossa del centro storico di Carpi, svolto con decine di semplici volontari che avevano offerto la loro disponibilità, e da oltre un centinaio di ragazze e ragazzi riconducibili ad associazioni, movimenti e partiti di ogni orientamento politico. Stiamo cominciando a riorganizzare la macchina comunale e finalmente sono arrivate anche le forze necessarie per gestire l’accesso e i varchi. Di giorno, con personale comunale, e nelle ore notturne, con la presenza di agenti di polizia municipale di Milano e locale, la vigilanza dell’area sarà garantita anche nei prossimi giorni. Resterà ancora il divieto di accesso ai non residenti, ma molto presto speriamo di riaprire il centro storico o parte di esso. Garantita la sicurezza dei cittadini, bisogna ricominciare a vivere.
Per una settimana questi giovani volontari hanno garantito la sicurezza di tutti i cittadini, informandoli del divieto di accesso ai non residenti e dei rischi di attraversamento del centro in aree ancora non bonificate e non in sicurezza. Questi giovani hanno inoltre fatto conoscere ai cittadini ai varchi quel minimo di informazioni necessarie per affrontare un’emergenza che sembra non finire mai. Hanno vigilato e garantito con la loro presenza maggiore sicurezza nella zona, che rischiava di essere completamente abbandonata a se stessa, in un momento nel quale anche i suoi residenti, come accadeva nel resto della città, abbandonavano le case per dormire all’aperto o altrove, a causa della comprensibile paura del terremoto o in attesa delle verifiche di agibilità. Dobbiamo essere grati a questi giovani. Devono essergli grati i residenti del centro, ma anche coloro che abitano fuori della zona rossa. Devono essergli grati titolari e proprietari dei negozi. Ma dobbiamo soprattutto essere grati della testimonianza civile che offrono. Come gli ‘angeli del fango’ dell’alluvione di Firenze, questi giovani e le centinaia di ragazze e ragazzi mobilitati nei centri e nei luoghi che stanno dando rifugio e, per quanto possibile, sollievo alle migliaia di sfollati, rappresentano le migliori energie della nostra comunità, e ci danno quella forza indispensabile per superare la paura e ricominciare con speranza e fiducia.