sabato 8 settembre 2012

Nel Movimento, solo se e fintanto che.



Poco meno di due anni fa avevo reso pubbliche le ragioni per le quali decidevo di aderire al Movimento 5 Stelle, e sono ancora tutte qui.
 
Fra le altre una era l’impegno a farne un movimento senza leader, dove le scelte si assumono in assemblee o con strumenti di partecipazione in rete, da persone che ci mettono la faccia e il loro impegno e i cui eletti nelle istituzione sono gli unici “precari”  che vorremmo vedere in questo paese.
Come già detto in decine di commenti sparsi in discussioni sulla rete, a livello locale e regionale, quanto il Movimento prometteva fino ad oggi ha mantenuto e resto convinto delle scelte fatte.
A livello nazionale, per quanto mi riguarda, il Movimento 5 Stelle semplicemente ancora non esiste.
Mi spiego: così come a livello locale, il M5S diventa tale solo quando c’è una lista di candidati, “partorita” da un processo democratico sulla base di un programma comune, che si presenta alle elezioni, fino a quando non vedrò il medesimo processo a livello nazionale, per me il M5S "italiano" semplicemente non esisterà
Come già detto e scritto in numerose altre occasioni, io, ad oggi,  non do per scontato di votare una lista del M5S alle elezioni nazionali, fino a che non avrò valutato le effettive possibilità di partecipazione alla stesura di un programma comune e procedure chiare per scegliere i candidati.

Non mi interessano i “comunicati politici” scritti da una (o due) persone su di un blog, mi interessano solo processi partecipativi e collettivi. Se li vedrò, bene, se non li vedrò,  amen: continuerò a cercare il modo di partecipare alla vita democratica di questo paese, da semplice cittadino, fuori o dentro organizzazioni politiche, che si presentino o meno alle elezioni, come ho sempre fatto, valutando di volta in volta con chi impegnare il mio poco tempo e le mie poche energie, ma non firmando mai cambiali in bianco per nessuno.

Per venire alle polemiche dell’oggi, seguite alle dichiarazioni “fuori onda” di Favia trasmesse da La7: quello che ha detto circa la scelta dei candidati non rispecchia la mia esperienza (a Carpi i candidati per Carpi a 5 Stelle, li si è dovuti andare a cercare con il lanternino, uno per uno, nel 2009, e le infinite pubbliche discussioni per le regionali 2010 a Modena, pre e post elezioni, credo siano una prova evidente che c’era ben poco di “predeterminato” nella loro scelta). 

Favia però dice anche una cosa sacrosanta: questo movimento rischia di esplodere in mano a chi lo creato, perchè sono state dette cose parecchio impegnative, la cui mancata realizzazione si rivelerà un boomerang per tutto il movimento e per tutti quelli che in questi anni ne sono stati cuore, cervello gambe e braccia a livello locale.
Di tempo ne è rimasto poco, ma ce n’è: o parte ora il percorso per chiarirci fra di noi su cosa vuol dire partecipazione (ed esperienze come quelle di Rimini, secondo me sarebbero state un ottimo inizio, quindi tutta la fola dell’espulsione di Tavolazzi e della lista di Cento l’ho sempre giudicata un errore), o andremo incontro all’ennesimo spreco di energie e positività di tanti cittadini che in questi anni hanno deciso di rimettersi in moto per un paese migliore.
Fuori dal movimento, per me che mi continuo a definire persona di sinistra ed ecologista, non ci sono al momento alternative politicamente praticabili: la credibilità è ridotta a zero per i partiti ecologisti e di sinistra di questo paese, da pratiche decennali di incoerenza in cambio di due poltrone da consigliere o di un assessore in una giunta,  ma non faccio più sconti a nessuno e non intendo andare a votare alle prossime politiche turandomi il naso.
Quindi resto nel M5S ma solo se e fintanto che vedrò quel minimo di coerenza e di condivisione nelle decisioni, la cui mancanza mi ha spinto in passato ad abbandonare altre storie e appartenenze (per me ben più vincolanti dal punto di vista umano, prima ancora che politico).