venerdì 21 settembre 2012

Terremoto: non c'è un euro, ma abbiamo ottenuto grandi risultati




Che l’odg con alcune proposte relative alla gestione post terremoto, presentato da Carpi 5 Stelle  e Rifondazione Comunista, venisse formalmente bocciato, era assolutamente prevedibile, stante l’incapacità di chi governa Carpi di accettare indicazioni o sollecitazioni che vengano dalle minoranze (e le volte che fanno il beau geste di accoglierle, in genere restano poi senza esecuzione pratica), ma il dibattito di questa sera ha messo in luce alcuni elementi che francamente sono preoccupanti per chi oggi vive nei comuni colpiti dal sisma.
A fronte di un impegno e di una capacità riconosciuta da tutti i gruppi consiliari a questa amministrazione nel reagire al momento della catastrofe, dobbiamo registrare oggi una sorta di remissività rispetto a decisioni politiche del governo PDL PD UDC e del commissario Errani, che francamente non si può spiegare se non con la volontà di non disturbare “i manovratori” regionali e nazionali, alla vigilia di una difficile campagna elettorale.

Non trovano fondamento altrimenti alcune alzate di scudi da parte della maggioranza, che pur riconoscendo la situazione di difficoltà in cui versano migliaia di famiglie nei comuni del cratere, si sforzano di vedere il bicchiere mezzo pieno (e soprattutto si accontentano di un bicchiere molto, molto piccolo).

Bocciata la richiesta di avere una legge per il finanziamento della ricostruzione su fondi certi e non legata ai chiari di luna di una spending review, i cui esiti non possono essere dati per scontati.
Bocciata la proposta  di una copertura al 100% dei danni subiti da privati , bocciata la proposta di procedere a requisizioni degli appartamenti vuoti (con le stesse modalità previste per il bando per le “cessioni” volontarie: ovvero affitti per massimo 18 mesi, retribuiti con garanzia del comune e da cessare al momento in cui la famiglia torna ad avere l’agibilità dell’abitazione originaria). Bocciata la proposta di chiedere anche a regione e provincia di rinviare spese per investimenti strutturali, per accelerare le disponibilità per la ricostruzione di case e imprese,

Davanti a cittadini in attesa da mesi degli ormai mitologici contributi per l’autonoma sistemazione, con famiglie che saranno alloggiate in modo precario per l’autunno e l’inverno, a Carpi e nei comuni immediatamente confinanti, non si vuole mettere a disposizione l’enorme patrimonio immobiliare, oggi inutilizzato (2000 appartamenti all’ultimo censimento, secondo noi sottostimato), Quello che è importante è “non turbare lo spirito di coesione sociale” che contraddistingue Carpi, come se non fossero anche carpigiani coloro che in piena emergenza hanno speculato su affitti e opere di demolizione e ripristino, a fianco dei tantissimi che invece si sono distinti per prodigalità e generosità.
La coesione nei confronti di chi ha speculato nella bolla immobiliare (banche e imprese, prima di persone fisiche), vale di più della coesione con le famiglie carpigiane eo dei comuni vicini colpiti dal terremoto

La realtà è che a quattro mesi dal sisma, ci sono 8,5 miliardi di euro fantasma da parte del governo nazionale, che nessuno ha ancora visto, e che comunque sono meno dei danni stimati dalla stessa protezione civile per la mera ricostruzione.
Figuriamoci il  reperire risorse per recuperare i mesi perduti e rilanciare o innovare la nostre abitazioni o le nostre imprese.

“La situaizone è difficle ma abbiamo ottenuto importanti risultati”, afferma la maggioranza, dimenticando che lottare per ottenere meno di quello che dovrebbe essere un diritto, non significa “ottenere un risultato”, ma essere presi in giro dal governo (e un po’ anche dalla regione, che ha fatto sì meglio di Roma, ma che al momento sembra più interessata ad altri temi, che non alla ricostruzione e al rilancio di questo territorio).

Abbiamo vissuto l’ennesimo dibattito paradossale, dove il solo nominare la possibilità di rendere concreto uno strumento previsto dalla nostra legislazione (la requisizione in situazioni di emergenza), ha fatto gridare al “socialismo reale”. Una vera fuga dalla realtà, come se la presenza di un patrimonio immobiliare rilevantissimo, alle soglie del cratere del sisma, non dovesse essere intaccato, oltre la necessità di qualche decina di unità, a fronte delle migliaia di sfollati che passeranno l’inverno in baracche, a pochi chilometri da noi.

Non c’è un euro, ma tutto va bene, ce la faremo perchè siamo una grande comunità coesa, e mentre continuiamo a sventolare la cartolina dei carpigiani “brava gente” intanto, il governo PDL PD UDC decide come spendere i soldi altrimenti, e a noi ci tocca elemosinare ogni due mesi un rinvio della tassazione e pagare accise della benzina da subito, per soldi che i terremotati vedranno forse a gennaio e non basteranno neanche.
 La prossima settimana questo consiglio comunale voterà una variazione al bilancio, dove viene scritto nero su bianco, che rispetto agli 11,6 milioni impegnati per l’emergenza, da stato e regione oggi ne sono arrivati solo poco più di 400mila euro e non c’è certezza sul finanziamento del restante.
Ma guai a turbare il sonno della felice e coesa comunità carpigiana, specie se questo significa dar fastidio anche al governo Monti o anche solo un pensiero al supercommissario Errani.