giovedì 4 ottobre 2012

Requisizioni di case sfitte per i terremotati: lucciole e lanterne

Di ritorno dopo una trasferta di lavoro all'estero ho avuto modo di dare un'occhiata al dibattito sui giornali suscitato dalla proposta Carpi 5 Stelle - Rifondazione sul tema dell'eventuale requisizione di alloggi sfitti da destinare alle vittime del terremoto nei comuni del cratere.
Il dibattito che aveva assunto toni abbastanza surreali in consiglio comunale, è diventato francamente fantascientifico nelle dichiarazioni sui giornali (con vertici di lirismo da parte degli alleati in pectore del PD, ovvero l'UDC di Carpi, che evidentemente non hanno fatto neanche lo sforzo di leggere l'ordine del giorno).
L'odg diceva chiaramente nelle premesse che la requisizione era da prendere in considerazione nel caso le risposte del bando comunale per manifestare la disponibilità volontaria di case non avesse dato risposte sufficienti, cosa passata del tutto sotto silenzio durante il dibattito in consiglio e nei commenti seguiti nei giorni successivi, ma a parte questo, quello che più colpisce è la totale mancanza di solidarietà verso i comuni vicini mostrata su questo tema dalla giunta e dai partiti di maggioranza e (più o meno) opposizione.
Già durante il dibattito, presidente del consiglio comunale e sindaco, e  nei giorni successivi l'assessore, hanno dato una versione minimalista dell'emergenza sfollati, limitandosi a dire che per Carpi il problema sono "solo" le poco più di 70 famiglie ospitate nel campo tende (per le quali comunque i 55 appartamenti messi a disposizione non bastano), manifestando una totale mancanza di solidarietà con i comuni che sono a pochi chilometri da noi, come se a Novi, Mirandola, Cavezzo, e negli altri comuni del cratere, fossero ancora in piedi migliaia di appartamenti pronti e disponibili per chi dovrà invece adattarsi a quei campi di prefabbricati e case mobili, che Carpi giustamente non ha voluto e fino ad oggi ha potuto evitare.
E' senza dubbio vero che sarebbe dovere anche di altri comuni non colpiti dal terremoto (Modena e Sassuolo in primis) fare il medesimo bando fatto da Carpi, ma è anche improbabile che tutte le famiglie del cratere possano trasferirsi molto distante dai luoghi dove hanno vissuto, lavorano o stanno cercando di ricreare le condizioni per lavorare o dove magari devono accudire altri famigliari, per questo, in presenza di migliaia di alloggi vuoti a Carpi, se la disponibilità volontaria non basta, secondo noi andava fatto un passo in più, utilizzando uno strumento previsto dalla nostra normativa (e che comunque veniva richiesto fosse utilizzato con le medesime modalità previste dal bando comunale per la disponibilità "volontaria", in temrini di garanzia per la remunerazione dei proprietari degli eventuali alloggi requisiti, tanto per tranquillizzare gli spaventati UDC e ApC che evidentemente immaginavano esprorpri proletari fatti da brigate rivoluzionarie).
"Ognun per sè", sul tema casa ai terremotati, dicono nei fatti le affermazioni di Taurasi, Bellelli e Campedelli, e manco per gli sfollati appartenenti alla Terre d'Argine si pensa a dare una soluzione comune su questo tema (a ulteriore riprova di quale inutile fantoccio istituzionale sia questa Unione).
Così avremo il risultato delle famiglie carpigiane e dei comuni limitrofi colpiti dal terremoto ancora in sistemazioni precarie per molti mesi, a fronte di un enorme patrimonio immobiliare inutilizzato (mentre qualcuno già mette le mani avanti per aumentarlo pure, questo patrimonio immobiliare, vedi il caso CMB - Parco Lama).