lunedì 5 novembre 2012

Salvare il Parco Lama ora è compito di Consiglio e Giunta



Ci sono alcuni assunti che vanno chiariti e un mito che deve essere sfatato sulla vicenda del Parco Lama.
Il mito da sfatare è che un PRG conferisca “diritti acquisiti di edificazione”. Come riportato da una sentenza del Consiglio di Stato del 2009, che chiaramente recita: “Ed invero, muovendo proprio dalla giurisprudenza in materia di aspettative derivanti da lottizzazioni edilizie e modifiche preclusive dello strumento urbanistico, deve premettersi e ribadirsi che nessuna posizione giuridicamente può essere riconosciuta a progetti di lottizzazione che, al momento della variazione del PRG, risultino ancora in itinere o in istruttoria ancorché da lungo tempo”.

La cosa che resta da chiarire è se  c’è la volontà politica da parte di questa maggioranza di rivedere decisioni prese una dozzina di anni fa, da tutti considerate anacronistiche oggi, oppure se si preferisce perseverare in una gestione sbagliata e dannosa del territorio, pur di non dare fastidio a questi titolari di “diritti acquisiti”, in realtà inesistenti, ma portatori di interessi economici molto concreti (e molto vicini al partito di maggioranza relativa di Carpi).

Quello che ci preoccupa, nella vicenda della cementificazione dell’area a est della ferrovia, non è solo il danno ambientale e paesaggistico, legato all’ennesima scomparsa di territorio non costruito nel nostro comune, ma è anche il problema della futura viabilità di quel nuovo quartiere e dei due adiacenti, dato che il traffico di quel nuovo insediamento non potrà che scaricarsi su via Due Ponti e via Tre Ponti, senza che ci siano ipotesi credibili per nuovi sottopassi verso il centro, nonostante le promesse elettorali della maggioranza nel 2009.

Ci paiono motivi sufficienti perchè la politica riprenda in mano la questione, riappropriandosi dei suoi spazi da un paio di decenni occupati dai soli interessi economici di determinati settori, in nome di un bene comune e di un diritto, quello ad un ambiente vivibile per tutti, che riteniamo prioritario rispetto ai fantomatici “diritti di edificabilità” di pochi.

Abbiamo deciso di presentare due proposte di odg per il Consiglio Comunale, che invitano la Giunta a non dare seguito al piano presentato dalla CMB, e ad aprire una discussione vera con la città, che non si limiti a cercare la riduzione del danno di una situazione data ma parta da una tabula rasa di quanto originariamente previsto per il PRU e i comparti insediativi previsti nell’area.

Siamo disponibili a confrontarci con le forze politiche di maggioranza e ApC per cercare una soluzione comune da presentare in consiglio, attraverso le loro integrazioni, modifiche e proposte, e glielo abbiamo comunicato contestualmente all’invio degli ODG.
Uniche condizioni che poniamo:
1) L'organizzazione dell'area prevista dal PRG deve essere radicalmente ridiscussa
2) Si deve evitare la creazione di ulteriori danni all'area con l'approvazione del comparto C6 così come è stato presentato dalla CMB.

Ora attendiamo le loro risposte e proposte, insieme a tutte quelle che vorranno  venire da cittadini e comitati.

Di seguito i testi dei due ODG


Carpi,  5 novembre 2012

Al Presidente del Consiglio Comunale
Al Sindaco

Mozione a tutela del territorio nell’area compresa fra via Due Ponti, via Tre Pronti e Via Cavata

Il Consiglio Comunale di Carpi impegna il Sindaco e la Giunta


 A non approvare il Piano di Iniziativa Privata presentato per il Comparto C6 previsto dal PRG e altri che verranno successivamente presentati all’interno dell’area compresa fra le vie indicate in oggetto, prima che il PRG venga sostanzialmente modificato o prima dell’adozione del nuovo PSC.



Carpi,  5 novembre 2012

Al Presidente del Consiglio Comunale
Al Sindaco

Mozione per  l’adozione delle varianti al PRG necessarie per tutelare l’area compresa fra le vie Due Ponti, Tre Ponti,  Cavata

Il Consiglio Comunale di Carpi impegna il Sindaco e la Giunta

Ad elaborare attraverso un percorso fortemente partecipativo con la cittadinanza, proposte di varianti al PRG che prevedano una sostanziale riorganizzazione dei comparti presenti nell’area compresa fra le vie Due Ponti, Tre Ponti e Cavata con una riduzione dell’edificabilità per tutti i comparti di almeno il 50% delle unità abitative e delle volumetrie previste.