giovedì 13 dicembre 2012

Grillo sbaglia


La migliore risposta alle espulsioni fatte via blog è stata la riunione di stasera.
Due consiglieri regionali che, come ogni sei mesi, sono venuti a presentare ai cittadini il loro lavoro e a rimettere a quella assemblea pubblica il loro mandato: da queste parti, le “primarie” si fanno ogni sei mesi.

Editti o mica editti, alla fine quel che conta è aumentare il livello di trasparenza delle istituzioni, parlare di malati di SLA abbandonati dalla regione, di ospedali, di bonifiche dall’amianto delle macerie del terremoto, di cispadana.

La distanza fra la rilevanza di quei temi (e dei molti altri che caratterizzano l’attività dei consiglieri regionali a 5 Stelle) e le chiusure di chi ha paura che per il troppo successo il giochino gli scappi di mano, è siderale.

Tavolazzi, Favia, Salsi, hanno fatto e faranno i loro errori o cureranno le loro più o meno lecite ambizioni personali, se ne hanno, ma francamente, se anche solo un decimo del tempo sprecato a parlare di partecipazioni ad assemblee,  talk show e affini, fosse stato dedicato a capire insieme a loro, cosa sta succedendo nelle nostre istituzioni, a quest’ora avremmo un movimento più forte e più credibile e staremmo rendendo un servizio migliore al paese.

Le candidature per le regionali in Emilia Romagna nacquero in un pessimo modo, ma hanno dato un ottimo risultato, esattamente come le “parlamentarie”, che trovo siano state un’occasione sprecata, mal gestite, poco trasparenti, ma hanno dato un ottimo risultato in termini di qualità dei candidati che potremo candidare alle prossime politiche.

Non so e non mi interessa quale genio tra il duo Grillo/Casaleggio abbia pensato bene di far partire una polemica sul nulla, alla vigilia di una campagna elettorale difficilissima, con le espulsioni di Favia e della Salsi, ma chiunque sia dovrebbe veramente farsi una camomilla molto forte e pensare se con quest’azione ha favorito o meno il successo di una lista a 5 Stelle, se ha dato un’immagine positiva dell’aria che si respira dentro al movimento, se ha rassicurato i molti potenziali elettori, che restano titubanti davanti a modi  e contenuti che negano i presupposti stessi dal quale questo movimento era partito.

La mancanza di lungimiranza, se non più propriamente di buon senso, in questo caso, è veramente di un “tafazzismo” plateale, con un movimento che rischia (rischiava?) un’affermazione elettorale senza precedenti, anziché preoccuparci di trasmettere le tante positività contenute nella bozza di programma e nell’entusiasmo di una marea di candidati, donne e giovani soprattutto, pronti a cambiare le cose, ci ritroviamo invischiati in una polemica vecchia di mesi, che si potrebbe risolvere in dozzine di modi diversi, ma che mai e poi mai, avrebbe dovuto chiudersi in questo modo (anche perché in realtà, non si chiude per nulla).

Così, anziché parlare di democrazia partecipativa nelle istituzioni, di legalità, di lavoro, di conversione ecologica dell’economia, del diritto alla ricostruzione nelle zone terremotate dell'Emilia, negatoci dal governo PDl-PD-UDC, adesso dovremo perdere infinito tempo ed energie e bytes, a leggere e a scrivere di una questione che francamente è del tutto ininfluente rispetto ai destini di questo disgraziato paese.

Un movimento forte non ha paura né degli “appetiti” (se ce ne sono) dei singoli chiamati a rappresentarlo, né delle critiche, anche quando queste vengono dall’interno. Se è forte, se ha regole chiare, può contrastare i primi e accogliere le seconde, senza rischio di snaturarsi.

Invece, stiamo dando l’immagine di un movimento accerchiato che deve “difendersi”,quando dovremmo essere noi quelli che “attaccano” il sistema e lo rivoltano come un calzino.

Le paranoie manifestatesi nelle regole per le parlamentarie e oggi con questa “diffida” a scoppio ritardato di Favia e Salsi, sono una manifestazione di debolezza e di scarsa fiducia nelle forza delle proprie idee.

Il M5S che conosco io, sul territorio, non è questo e per questo motivo, non me ne vado “fuori dalla palle”, perché trovo intollerabile che si sprechi l’unica possibilità di incidere in qualche modo in questo sistema politico.

Non me ne vado e non smetterò di dire quelle che ritengo non vada per il verso gusto.
Se per qualcuno questo è un problema, lo faccia sapere, il mio mandato è sempre stato a disposizione, ma con la mia adesione al movimento non ho mai firmato la rinuncia ad esprimere il mio punto di vista e non  vi rinuncerò certo ora.

Per la cronaca, stasera ho confermato la mia fiducia a Favia e De Franceschi, che mi pare lavorino molto bene come gruppo in consiglio regionale e sono stato felice di poterlo fare e spero che loro continuino a farlo. Insieme.