giovedì 28 febbraio 2013

GARC rinuncia alla centrale, la mobilitazione paga.


La vicenda della centrale a biomasse della GARC ci insegna qualcosa.

La prima lezione in realtà è ormai un “ripasso”: quando i cittadini si mobilitano su una causa giusta e su una base informata, non c’è "procedura" che tenga.

Lo abbiamo visto per la Lamiz, per gli alberi di via Focherini e per il Parco Lama: come minimo tutto si deve ridiscutere.

La seconda: una procedura “pubblica” che non prevede la circolazione delle informazioni in modo diffuso, è un danno prima di tutto nei confronti di chi i progetti li propone.

Se il 12 di novembre (data di inizio dell’iter), anche in assenza di qualsivoglia obbligo di legge, GARC e Comune si fossero presi l’onere di un’informazione accurata e trasparente alla città, forse non si sarebbero ritrovati stretti all’angolo dalla contestazione spontanea, nata da cittadini che una loro idea, su quell’impianto, se la sono dovuta sudare sulle carte, organizzando incontri, in buona sintesi mobilitandosi da soli. Tutta la città dovrebbe essergliene grata, se non fossero stati capaci di “autorganizzare” la loro mobilitazione, senza bandiere di partito, il risultato non sarebbe stato questo (o perlomeno non in tempi così rapidi).

L’amministrazione e Il PD locale (tralasciamo i microlleati, che sulla vicenda non hanno avuto la capacità di esprimere un fiato) in questi mesi avrebbero avuto tutto il tempo e l’accesso a tutte le informazioni necessarie per indirizzare il dibattito su questo impianto. Non lo hanno fatto, convinti che di certe cose è meglio non parlare in pubblico, una scelta che si rivela sbagliata e dannosa per loro stessi

Se Carpi 5 Stelle e Rifondazione Comunista non avessero sollevato il tema, scoperto in prossimità della scadenza per presentare osservazioni,  non avessero fatto girare la relazione tecnica del progetto, non avessero fatto le interrogazioni e le osservazioni inviate a tempo di record al consiglio comunale e alla provincia, oggi ci troveremmo cittadini infuriati a dover protestate su un processo ormai irreversibile, quindi in realtà, abbiamo fatto un favore a GARC, al Sindaco oltre che  (soprattutto) all’aria della nostra città.


La mia speranza è che, ancora una volta, i cittadini che hanno dato vita a questa mobilitazione, “ecologica”, civile e informata, abbiano preso gusto alla partecipazione e continuino ad interessarsi a cosa avviene sul nostro territorio e ad aver voglia di incidere sulle decisioni di chi lo amministra.


Infine una piccola nota personale: ho chiuso la mia “carriera” da consigliere comunale, proprio con gli atti relativi a questa vicenda. Aldilà degli esiti, è stato uno dei momenti dove credo che il ruolo di un consigliere comunale, abbia avuto un particolare senso, nel rendere accessibile e trasparente alla cittadinanza una procedura pubblica, su un tema particolarmente controverso.
A volte anche solo uno su trenta conta e la cosa mi mette di buon umore.