martedì 26 febbraio 2013

Il voto a Carpi secondo me, edizione 2013



Dal treno puntualmente in ritardo che mi porta a Modena, cominciamo a fare due conti su com’è andato il voto a Carpi e cosa ne viene a Carpi del marasma nazionale.

Anche a Carpi il M5S ottiene un risultato che in percentuale è circa sette volte il risultato ottenuto nel 2009, quando si presentò per la prima volta alle amministrative (dal 2,9 a più del 20% in tre anni e mezzo, non è male)
In termini percentuali, l’altro segno evidente è il crollo della Lega e (molto meno) del PDL. Messa così si potrebbe pensare ad un semplice travaso di voti dalla destra definitivamente sputtanata (a “prescindere” dalle qualità o non qualità dei suoi rappresentanti locali)  al M5S.
In realtà, secondo me, i numeri assoluti raccontano un storia diversa
.
Proviamo a mettere confronto i dati degli andamenti percentuali e del numero dei voti in tre elezioni (per le politiche ovviamente usiamo i dati della Camera):
Partiti
Politiche 2008
Amministrative 2009
Regionali 2010
Politiche 2013
PD %
55,47
45,58
49,92
44,89
PD voti
24.072
17.470
17270
18.778
PDL %
23,07
18,29
17,49
12,66
PDL voti
10.012
7010
6.049
5.297
Lega %
6,99
9,65
13,39
2,35
Lega voti
3.035
3.698
4.633
985
M5S %

2,94
5,37
21,32
M5S voti

1.126
1.858
8.917

Al netto dei piccoli discostamenti per i diversi sistemi elettorali e per situazione “spurie” (come la magica lista civetta “Campedelli 2009” alle ultime amministrative, che in realtà stava in piedi con firme e voti del PD, prontamente rientrati nelle regionali del 2010) il succo è che in realtà tutti i principali partiti anche a Carpi, perdono migliaia e migliaia di voti, solo in parte intercettati dal M5S e anzi, non è neanche detto che non siano di più gli elettori che il M5S strappa al non voto che quelli strappati ad altri partiti (l’area del non voto, seppur ridotta rispetto al dato nazionale, per le politiche passa dal circa 12% del 2008 al 16% del 2013).

In altri termini, per i partiti maggiori, più del M5S potè la generale disaffezione dei propri elettori (e questo ce la dice lunga su chi sia la vera antipolitica di questo paese, ovvero su chi siano quelli che fanno scappare i cittadini dalla partecipazione attiva)

Dietro a quelli che fino al 2010 erano i partiti principali il nulla.
SEL raddoppia il voto rispetto alle regionali, un indiscutibile passo avanti dall’inesistenza all’irrilevanza. Quando la vorranno capire che stare in maggioranza con il PD nel modenese solo per garantirsi qualche scranno in regione NON è un’operazione di sinistra (e infatti nessun elettore di sinistra, ecologista e libertario li vota), non sarà mai troppo presto.

La coalizione di Ingroia, rispetto ai voti dei partiti che la componevano, semplicemente scompare.
E’ un risultato immeritato per quei compagni di Rifondazione che ci si sono impegnati a livello locale in tante battaglie giuste ma evidentemente non si può fare una campagna elettorale credibile se c’è un reciproco imbarazzo fra “alleati”: che Rifondazione Comunista a Carpi, dopo 20 anni di onesta opposizione si dovesse trovare a fare iniziative elettorali con i reggimoccolo della maggioranza PD, D’addese (Verdi) e Bizzarri (IDV), avrebbe provocato brucianti gastriti a chiunque.
Aggiungiamo il pateracchio della candidatura di Favia a capolista regionale, dopo che per anni ha (giustamente) preso a sassate IDV, Verdi e Comunisti che stanno in maggioranza in regione, e il fallimento diventa inevitabile.
Monti si porta a casa esattamente i voti di Alleanza per Carpi. Non so se le due cose sono esattamente sovrapponibili (metà del risultato di ApC nel 2009 derivava dal portarsi in pancia l’UDC cittadina). Quel che è certo è che quell’8% ondivago che strizza l’occhio ora a destra ora a sinistra (con alcuni recenti segnali di chiaro avvicinamento al PD in consiglio comunale, come nel caso del voto sul bilancio e di odg discussi e discutibili come quello sulla centrale a biomasse di Fossoli) fa e farà gola all’apparato del partitone, visto che, oggi come oggi, la coalizione PD-SEL non garantisce la maggioranza assoluta al primo turno, in caso di amministrative.

E qua siamo al nodo dell’anno prossimo. Sinceramente, se non si riporta gente a votare, con queste percentuali, non prevedo grossi sconquassi nel panorama politico carpigiano. Il partitone è sempre stato generoso con micro e macro alleati pur di garantire la (sua) governabilità, ed è evidente che se si sente minacciato farà ponti d’oro ai centristi, per averli alleati al primo turno, e anche se la sommatoria dei voti non sarà automatica, basteranno a passare di un soffio e fare come successo a Modena nel 2009: governare come se si avesse una maggioranza da tempi andati dato che il meccanismo maggioritario, unito alla riduzione prevista del numero dei consiglieri e il passaggio di molte funzioni all’Unione Comunale Terre d’Argine (dove il meccanismo maggioritario è ulteriormente distorto e lesivo della democrazia), gli consentirà di continuare a fare i propri affari, senza doversi preoccupare troppo della persistente emorragia di voti.

A meno che…
A meno che  il PD, obbligato dal dover trovare posti di lavoro per una classe politica locale alla quale di riffa o di raffa dovrà garantire uno stipendio fino alla pensione, non candidi una personalità talmente opaca da non riuscire a tenere insieme neanche il suo elettorato e indigesta ai potenziali alleati di ApC/UDC/Montiani o che al contrario, per trovare “la quadra” su un candidato buono per i centristi, si presenti una candidatura invotabile per quel po’ di sinistra che rimane ancora nel PD e microalleati, non ancora del tutto arresi al processo di “democristianizzazione” che il PD persegue pervicacemente da anni.
O a meno che il M5S carpigiano capisca che comunque con il 20% non si vince (anche se la progressione dal 2009 è impressionante, ma è improbabile che si possano raddoppiare ulteriormente i voti in anno), e si attrezzi con una squadra e un candidatura in grado di attirare i molti non elettori di queste elezioni, che in una terra di sinistra continuano ad essere troppo “choosy” per sopportare certe uscite di Grillo, ma sarebbero contenti di votare per la difesa dei beni comuni, della non privatizzazione dei servizi pubblici e per una politica del territorio veramente sostenibile e non al servizio di cementificatori di ogni risma e sorta (e come elettore, io sarei felice di votarli).
In ogni caso, perché succeda “qualcosa”, nel 2014, bisogna che a darsi da fare siano in tanti, fuori e dentro le attuali formazioni alternative al PD che non siano PDL Lega e centristi assortiti. L’unica cosa che ha funzionato in questi anni per limitare le scelte più sbagliate di questa maggioranza locale, è stata la mobilitazione dei cittadini.

Serve un “di più” per decidere di non intervenire solo “a spot”, su singole questioni, ma la voglia di occuparsi della gestione e soprattutto della trasparenza della cosa pubblica a Carpi.
Senza questo, non c’è sigla civica, di partito o di movimento che tenga (e se c’è questo il nome del candidato sindaco, questione che invece piace tanto ai nostri media locali, diventa un fattore decisamente secondario).

Arrivato in ufficio, per ogni valutazione sul caos nazionale, rimando a domani (o al viaggio di ritorno).