domenica 21 aprile 2013

La presidenza della vergogna



C’è una serie di indicibili segreti e di menzogne palesi, nella vicenda che ha portato l’elezione di Napolitano e la bocciatura di Rodotà.
L’indicibile sono le ragioni per le quali un partito preferisce suicidarsi anziché scegliere un Presidente che sarebbe stato gradito al suo elettorato (e che ,anzi fa parte del suo popolo).
Dando per scontato che i parlamentari del PD non siano una banda di pervertiti masochisti, se non lo hanno fatto è perché chi comanda il gioco nel PD aveva paura di qualcosa, qualcosa di peggio della loro stessa autoestinzione.
Cosa sia questo “qualcosa” da la misura di quale incredibile pagliacciata sia l’aggettivo “Democratico” nel nome di quel partito: c’è un nucleo di potere, che intreccia partito, pezzi dello stato e dell’economia, che non viene mai scalfito.
Mi spiace per le migliaia di militanti e iscritti che ci credevano veramente, ma un partito democristiano (a proposito, anche loro avevano “democrazia” nel nome), le questioni non si risolvono mai democraticamente.
C’è chi sa e chi non sa e voi non sapete (come tutto il resto d’Italia).
E’ nella segretezza che si forma l’asimmetria del potere tra governati e governanti e le ragioni per le quali Rodotà oggi non è il nostro presidente, sono semplicemente segrete.
Anche nelle altre forze è così (M5S compreso), ma questo era un passaggio istituzionale, non una questione interna, e i grandi elettori del PD hanno giochicchiato con la presidenza della repubblica.

Basta quello per rendere l’idea del livello della presa in giro nei confronti della passione civile per di tanti che sono alla base del PD.
Si sono sbattuti (due volte) per fare palramentarie che hanno mandato in parlamento un centinaio di vili (avrei in mente altri termini, ma anche gli insulti perdono di significato davnti alla porcata fatta da chi alla mattina grida “Prodi” e lo impallina al pomeriggio nell’urna) e per ritrovarsi esattamente quello che non avevano voluto, ovvero la trattativa on Berlusconi.
Ho la netta sensazione che molti di loro si sentano come me quando me ne andai nel ’94, con la differenza che allora le questioni potevano essere ancora tutte “interne” (ed essendo io un permaloso, per me furono già allora più che sufficienti), oggi si sono palesate in un passaggio istituzionale che riguarda tutto il paese e li espone ad una vergogna senza fine.  

Per quanto riguarda le menzogne, la prima e più evidente è che la questione della presidenza della repubblica (minuscoli d’obbligo, a questo punto) non fosse strettamente legata a quella del consiglio dei ministri.
Tutti i politici che hanno raccontato questa ridicola balla erano del PD.
Quelli del PDL e Lega sono, politicamente parlando,  feccia (a mio giudizio, ovviamente), ma almeno  lo hanno detto sempre chiaramente.
Per quanto mi riguarda le  bugie dette a sinistra valgono sempre il doppio e questo squalifica umanamente tutti i grandi elettori di sinistra che ci hanno raccontato questa favola negli ultimi due mesi.
Trattativa c’era e trattativa c’è stata  e il PD ha preferito riconsegnare il paese a Berlusconi e Lega e ora anche i più accaniti fan dei loro illuminatissimi leader, politicamente sempre molto corretti in pubblico, dovranno riconoscere che se in Italia da vent’anni abbiamo stracciato la Costituzione lasciando che uno come Berlusconi (che in nessun altro paese civile potrebbe governare) sedesse in Parlamento, il merito è in gran parte anche loro.
 A questo punto, credo che i parlamentari PD dovrebbero avere il pudore di non salire sui palchi delle celebrazioni del 25 aprile e lasciarla alle sole rappresentanze dell’ANPI, ma so che loro si sentono sempre e comunque dalla parte della ragione e quindi con un po’ di impegno, riusciranno infine con la loro presenza a rendere vuota e “partitica”  anche questa festività, lordandola con tutto il livello di falsità e segreti di cui sopra.