giovedì 6 giugno 2013

L'eventuale rottura del gruppo parlamentare M5S sarebbe un errore (grave)

Se, come si legge dai giornali e dai commenti di un compiaciuto Civati, veramente ci saranno dei fuoriusciti dal gruppo parlamentare del M5S; la cosa, per me, rppresenterebbe un errore grave, da parte dei soggetti interessati.
Dei molti cambiamenti che auspicavo una volta entrati in Parlamento, nel M5S, quando ne scrivevo prima delle elezioni, sicuramente non c'è la sua rottura.

Preferirei di gran lunga una sua evoluzione verso quelle che erano le premesse iniziali del M5S,  non mantenute, secondo me, da Grillo e Casaleggio rispetto alla sua organizzazione e agli strumenti di democrazia interna a livello nazionale, che restano tutt'ora un fantasma.

Che si vadano invece a dividere non servirebbe a nulla, anzi, ucciderebbe in culla qualsiasi possibilità di cambiamento reale di tutto il sistema politico italiano.

Che il Civati gongoli, è del tutto fuori luogo.
E' lui che è minoranza nel suo partito (infima minoranza nella classe dirigente, cioè fra chi prende le decisioni reali, ma minoranza anche rispetto alla base, molto probabilmente, se si andasse a un confronto sui numeri), ed è lui che con la sua minoranza sostiene un partito che ha preferito silurare Prodi e Rodotà pur di convolare a giuste nozze (per la seconda volta) con Monti e PDL (illuminanti a riguardo le recenti dichiarazioni della Benita Mussolini).
Che un pezzo del M5S, con buone o cattive ragioni, vada a fare da stampella ad operazioni del genere, pur sventolando la propria diversità di opinione, serivrebbe solo a consolidare ulteriormente l'attuale maggioranza.
Il Civati di turno ce l'hanno già e vediamo tutti quanto conta e a cosa serve.

Non parliamo di SEL che elettoralmente esiste solo in quanto alleata al PD (e quindi, per l'appunto , di che stiamo parlando?), e casomai, dovrebbero essere loro a porsi il problema delle loro strategia di alleanza ad ogni costo, con i risultati che vediamo.

Piuttosto, uscissero i vari Civati e Puppato dal PD, uscisse SEL dalle maggioranze locali a guida PD come in Emilia Romagna, e allora qualcosa si potrebbe cominciare a ricostruire, ma partire erodendo l'unico movimento in grado di esprimere a livello parlamentare, con i consensi guadagnati sul campo, proposte di minima decenza, secondo me, è il punto di partenza sbagliato.

Il M5S, specie nei suoi gruppi parlamentari, ha bisogno di far emergere tutti i punti di vista che naturalmente ci possono essere in un movimento che rappresenta il 25% dell'elettorato, e chi è stato eletto nelle sue liste, ha il dovere di portare trasparentemente e a voce alta questo punto di vista di fronte ai propri elettori, fare le battaglie che deve fare dentro al movimento e chiedere su questo il giudizio di elettori e attivisti (nel caso dimettersi se viene loro richiesto).
Il cambio di casacca con mantenimento di poltrona, ritengo sarebbe l'esito più squalificante non solo per loro, ma anche per ogni possibile evoluzione positiva dentro il Movimento (che secondo me invece ne avrebbe un gran bisogno).
Se poi questo avvenisse sulla base della querelle sui rimborsi per l'attività dei parlamentari, la credibilità dei soggetti in questione, rasenterebbe veramente lo zero.