mercoledì 20 novembre 2013

Cosa ci insegna l’assemblea dei parlamentari PD

Dall’assemblea dei parlamentari PD di ieri sera, e dagli interventi a mezzo stampa di diversi feudatari PD dei giorni scorsi, io ne derivo i seguenti insegnamenti.

1) I parlamentari del principale partito di maggioranza sono eterodiretti da un figuro che non siede in Parlamento e che non è stato scelto dai cittadini italiani con un voto democratico. Malgrado l’aplomb istituzionale, ogni analogia non è casuale (e non ha manco bisogno dei microchip).

2) Per i parlamentari PD l’art 67 della Costituzione si applica ai nemici e si interpreta quando riguarda il proprio mandato.

3) Per i parlamentari PD l’art 95 della Costituzione va ponderato rispetto al peso (politico) del ministro in questione

4) Civati ha appena certificato l’inutilità della sua esistenza (e dell’esistenza del 9% dei civatiani) dentro il partitone. Ma ci resterà anche perchè altrimenti gli toccherebbe trovarsi un mestiere.

5) Renzi, nel caso ci fossero stati dubbi, si dimostra come il garante dei medesimi patti che hanno portato il soggetto di cui al punto 1 all’eterodirezione del PD (in altre parole, anche lui fa solo tappezzeria oppure rappresenta alcuni degli interessi che questo patto favorisce, a scapito del resto del paese. Scegliete voi).Anche perchè altrimenti a lui e a molti neorenziani toccherebbe trovarsi un mestiere.

6) Cuperlo e quel che rimane dei "vecchi" bersaniani sono esattamente dove volevano essere (da febbraio). Anche perchè altrimenti gli toccherebbe trovarsi un mestiere.

Buone primarie agli elettori PD che ancora ci credono, buona Monarchia (in)Costituzionale a tutti gli altri.

p.s.: In realtà non è vero che toccherebbe a tutti di trovarsi un altro mestiere, possono sempre contare sul fatto che metà degli elettori smettano di votare, come in Basilicata. 
Anzi, non ci contano: stanno pervicacemente facendo in modo che questo accada.