giovedì 26 dicembre 2013

Ad esempio: il diritto alla casa

Se (SE!) "A carpi serve un'alternativa?" forse è il caso di cominciare a buttare giù qualche nota rispetto a quali siano i temi principali che un'amministrazione comunale deve affrontare, per capire se i soggetti in campo per le prossime elezioni abbiano sufficiente capacità propositiva e forza per realizzare quel minimo di cambiamento che vorremmo vedere come cittadini (ovviamente, per quelli a cui va bene così come va, in maggioranza o all'opposizione, la questione non si pone).

Io parto con il primo argomento , dedicato al diritto alla casa (nulla di nuovo, sono opinioni che mi avrete già sentito esprimere più di una volta e più di due, ma credo che vadano ribadite, visto che mi pare che nel frattempo la situazione non sia migliorata granchè...).
Chi vuole, oltre a commentare su questo tema, può aggiungerne dei nuovi, inviando per email il proprio contributo da pubblicare qui, o direttamente sulla pagina facebook di "A Carpi serve un'alternativa?"

Il diritto alla casa, a Carpi.
Ne ho scritto e parlato in consiglio più di una volta e più di due, ma tanto per fare qualche esempio di cosa intendo quando mi chiedo se serve un alternativa per Carpi, questo è uno die primi temi.
Senza aggiungerci i casi creati dall’emergenza terremoto, i dati sull’emergenza casa a Carpi sono, secondo me, inquietanti da molti anni.

Il patrimonio pubblico si aggira sulle 600 unità abitative, mediamente ogni anno dalle graduatorie pe rle case popolari restano fuori altrettante famiglie che NE AVREBBERO DIRITTO e alle quali si riesce a dare risposta generalmente, a seconda delle annate, a poco più o poco meno del 5% -
Questo per parlare di edilizia popolare,  ma ci sono state diverse iniziative anche per mobilitare il mercato della casa quali la “Casa nella rete” o l’Agenzia Sociale per l’affitto, lodevoli, ma di impatto veramente ridotto.

Anni fa il consiglio comunale aveva votato un ordine del giorno all’unanimità, per invitare la Fondazione Cassa di Risparmio a intraprendere un programma di acquisti immobiliari, per .immettere sul mercato case ad affitto non sociale, ma calmierato  Nulla di fatto (e sull'esito di molti odg "unanimi" e non, votati dal consiglio comunale, sarebbe bene prima o poi fare qualche statistica...).

In realtà non esiste ragione logica per la quale il Comune, direttamente o attraverso ACER non possa fare lo stesso che si chiedeva alla Fondazione,  investendo cifre rilevanti ma non impossibili non per acquistare appartamenti nuovi agli esosi prezzi di mercato per dare un anno a imprese edili decotte, assecondandone le logiche speculative, come fatto per i palazzi di UNIECO di via Ginzburg, ma magari accedendo al vasto mercato dell’usato, spendendo molto meno per abitazioni dignitosissime, perché il punto è molto semplice: non ci sono alternative per calmierare un mercato degli affitti che nonostante la crisi non cala sensibilmente i prezzi e resta largamente irregolare, se non avere un attore pubblico che ogni anno incrementi, di poco ma costantemente il proprio patrimonio di edilizia fino al punto di poter diventare un regolatore del mercato, cosa che sicuramente non si può fare avendo meno del 2% del patrimonio immobiliare di questo comune, mentre molti piccoli proprietari, magari che si ritrovano un appartamento ereditato sul groppone senza avere la possibilità di utilizzarlo e la capacità di metterlo a reddito, sarebbero disposti a venderli a prezzi decisamente accessibili.

Uno, due milioni investiti ogni anno nel mercato immobiliare dell’usato, per un programma di edilizia non necessariamente a prezzi da affitto sociale ma comunque sostenibili per le famiglie, sarebbero in grado di produrre un circolo virtuoso di risorse, da reinvestire negli anni, consentendo a giovani coppie, famiglie monoreddito o lavoratori single, di poter affrontare la spesa per la casa in modo proporzionato ai propri redditi, senza allungare la ormai chilometrica lista degli sfrattati per morosità  o senza vincolarsi a mutui quarantennali.


Se questa, o altre, proposte possono avere un senso. si può ritenere che possa essere realizzata dalle forze politiche così come sono in campo oggi. o serve un'alternativa?