mercoledì 16 aprile 2014

Il politico come la saponetta

Rubo il post di Bruno Pullin su facebook, che esprime in modo semplice qualche riflessione che mi ronzava in testa anche a me,  sul senso della campagna pubblicitaria di Bellelli per le amministrative.

Scrive Bruno:
 "Il nuovo manifesto elettorale di Alberto Bellelli "E' tempo per noi" mi fa venire in mente la prima pubblicità della L'Oreal "Perché io valgo".
Insomma mi fa pensare che "noi" sia riferito non alla comunità ma alla loro cerchia. Ossia "Adesso tocca a noi: è da quando siamo nati che ci hanno promesso che avremmo amministrato la città".
Per la cronaca la L'Oreal ha cambiato la pubblicità prima in "Perché voi valete" ma aveva una connotazione ancora negativa e poi in "Perché noi valiamo".
No, lo dico giusto oggi che c'è Oliviero Toscani a Carpi. Una coincidenza."

Aggiungo un’altra valutazione, che vale per Bellelli come per qualunque altro faccione che troveremo su manifesti 6X3 in questa campagna elettorale.

A mio modo di vedere, quando si cominciano a investire decine di migliaia di euro per una campagna elettorale su un comune come quello di Carpi, la questione non è solo, diciamo così, sulla qualità del messaggio, ma diventa questione etica e morale.

Per la campagna elettorale del 2009 Campedelli spese, se non ricordo male, circa 50.000€, (ai quali vanno aggiunti 15000 euro di una vergognosa campagna di comunicazione del comune, autocelebrativa, uscita guarda caso poche settimane prima della campagna elettorale) per far conoscere il lavoro di un sindaco che aveva già governato cinque anni e che fa parte della vita politica di questo comune  da sempre.

Quest’anno Bellelli ne spenderà forse  meno, ma siamo sempre sull'ordine di decine di migliaia di euro, ai quali vanno aggiunti i soldi già spesi nella campagna delle primarie.
E’ evidente che se si ritiene che per far politica, in un luogo che governi da sempre, con candidati che fanno parte della vita politica di questo comune da lustri se non decenni, devi spendere risorse così ingenti, non stiamo più parlando di politica, di informazione e ormai neanche di propaganda.
Siamo al puro marketing pubblicitario ed è evidente che per fare pubblicità serva una montagna di soldi, che a loro volta ad ogni campagna elettorale alimentano una rete di interessi  e, come si suol dire, tutto si tiene.

C’è un problema etico e morale, secondo me,  quando la politica si riduce al cannoneggiamento pubblicitario,  e non stupisce che per nutrire questo modo di intendere la politica, siano serviti negli anni, le centinaia di milioni di risorse pubbliche alla quale si sono sempre aggiunte le risorse di gruppi grandi e piccoli, in grado di far valere i propri interessi,  non sempre coincidenti con quelli della collettività, oggetto e destinatario della persuasione pubblicitaria.

E' ovvio che anche Carpi Bene Comune spenderà e ha già speso soldi solo per poter eleborare una proposta di alternativa per questa città (nello specifico, per il solo fatto di trovare sale dove riunirci, abbiamo speso alcune centinaia di  euro di cui hanno beneficiato il Comune, il circolo Arci Mattatoyo, l'ANPI, il centro anziani di Cibeno, perchè in questa città non c'è uno spazio civico dove cittadini interessati a partecipare alla cosa pubblica, possano riunirsi senza spendere soldi...), qualche decina di euro per provare la promozione dei post su facebook e spenderemo qualcosa per materiali di comunicazione (pochi volantini, possibilmente su carta riciclata, i manifesti necessari per gli spazi elettorali e per i banchetti per la raccolta firme).

Il tema quindi, non è tanto eliminare il finanziamento pubblico ai partiti (cosa dovuta, in base a un esito referendario e in un paese decente non ci sarebbe neanche da discuterne) o il mettere un tetto  ai contributi privati (quando poi non si regola tutta la fauna delle "Fondazioni" politiche, i cui finanziamenti sono fra le cose più opache del nostro sistema politico), di fronte alla prova dei fatti che queste risorse servono solo per ridurre la politica a marketing, ma sia necessario mettere un limite alle spese per una campagna elettorale, per ricordare a tutti che presentare un candidato o (meglio) un progetto politico, non è come vendere una saponetta.

Un limite di "accettabilità morale" per un'elezione comunale come quella di Carpi, io lo vedrei non oltre i cinquemila euro (in ogni caso, Carpi Bene Comune, ne spenderà molti meno).
Ma suppongo che nell'era della politica ridotta a spot, di "questioni morali" sia bene non parlarne...