giovedì 22 maggio 2014

Campagna (quasi) finita, lavoro appena iniziato...

Carpi Bene Comune ha fatto la sua chiusura di campagna elettorale in un modo diverso dal solito, conviviale, con pizza bio e birra artigianale a filiera corta, buona musica, rifiuti che hanno sfiorato lo zero (vedi immagine sotto) e zero comizi, perchè alla fine della fiera, più che tante parole, progetti e promesse che si sprecano in campagna elettorale, viene anche il momento di fare festa e far capire chi siamo, più che strombazzare il "vota per me".

La festa di ieri un po' lo ha detto, nel più sano spontaneismo, con un po' di incoscienza, "ansia" organizzativa e qualche approssimazione nel servizio ai tavoli, un'idea partita una settimana fa dall'infaticabile Marco Pignatti è stata realizzata, così come in fondo è nata tutta questa storia a partire dall'autunno scorso, nel quale ha avuto gran merito Michele Bonicelli, nel continuare ad esortarmi a mettere a disposizione quel po' di visibilità raccolta negli anni passati per un nuovo progetto comune.
Lui e diversi altri amici e compagni, candidati e non nella lista Carpi Bene Comune, hanno fatto sentire necessario far partire questo esperimento, in modo "omeopatico", prima dal ciclo di incontri di "Proposta per Carpi" poi, visti i problemi e le necessità emerse, mi ha portato a lanciare l'appello per l'incontro dal 20 gennaio, come mero catalizzatore di un bisogno di rappresentanza che una parte della città evidentemente sentiva e sente.
Da lì è nata Carpi Bene Comune.

Certo avremmo apprezzato se anche gli attivisti e militanti di altre liste avessero colto lo spirito dell'iniziativa, che nonostante le etichette di stampa tutto è stato fuorchè "la lista Paluan".
Ci abbiamo provato, ma legittimamente altri hanno preferito anteporre le loro appartenenze "simboliche" a partiti e movimenti nazionali e alle loro dinamiche, riprodotte, secondo me, in modo poco utile, nella dimensione carpigiana.

Ci siamo presi il nostro tempo per discutere programma e candidature, in assemblee sempre aperte a chi volesse partecipare, in questo percorso abbiamo incrociato diversi cittadini pronti a mettersi a disposizione per la prima volta ad un progetto politico e altri che che di impegno politico hanno invece una lunga storia che hanno voluto non certo abbandonare, ma mettere a servizio di una pratica condivisa.

Abbiamo peregrinato per sedi e sale, perchè la prima difficoltà nella "democratica" Carpi, è trovare un luogo dove liberi cittadini possano trovarsi per discutere della loro città. abbiamo messo insieme le nostre idee, ci siamo preoccupati di quelle prima di preoccuparci della faccia dei candidati, e abbiamo fatto bene perchè in questo modo abbiamo potuto far emergere consapevolezze e disponibilità nuove per questa città e insieme abbiamo scelto (e convinto!) un'ottima esponente della nostra cosiddetta "società civile", Sara Rovatti, che ha accettato con spirito di servizio e ha fatto una campagna elettorale molto impegnativa, in modo generoso per una donna lavoratrice e madre (e quindi siamo anche tutti in debito con la sua famiglia che l'ha veramente supportata in modo splendido in questi mesi).

Ci siamo inventati una campagna elettorale fatta con due soldi, con un simbolo nuovo, ricco di significati, siamo arrivati "lunghi" su un sacco di questioni organizzative, ma grazie all'impegno di molti alla fine abbiamo creato una possibilità di partecipazione in più per questa città.

A festa finita, ieri sera,   dopo aver dato una mano a caricare e scaricare sedie noleggiate da una parrocchia (e come giustamente qualcuno faceva notare ieri sera, a mo' di battuta, prima o poi ci servirà un sociologo bravo per capire come mai la lista che giornalisti pigri definivano di "sinistra sinistra" si trovasse a gestire la propria logistica da una parrocchia...), andando a riprendere la mia bici in piazza, sono passato sotto le finestre del Comune.

C'era dibattito in corso, in giornata non canonica (i consigli comunali si tengono al giovedì) su un tema fondamentale come il piano della ricostruzione (molto discutibile nei contenuti e ancora una volta nel modo in cui è stato affrontato con la città, vergognoso che si sia affrettata la sua chiusura, solo per poter dare in pasto un titolo ai giornali a due giorni dal voto, un altro esempio di come la politica NON dovrebbe essere) e dalle finestre ho riconosciuto la voce dell'attuale segretario comunale, che con la sua nota e classica fulgida eloquenza da funzionario di partito, bofonchiava parole che mai mi sono parse così lontane da quella piazza.

E allora ha fatto bene Sara a non chiudere con un comizio ieri sera, perchè alla fine, ieri sera, in qualche modo, abbiamo anche detto che più che votarci per quello si dice (e di cose per chi voleva ascoltare ne sono state dette e scritte parecchie, chi le vuole ascoltare e leggere lo sa), forse vale la pena votare per quello che siamo: una vera alternativa a questa piccola politica, che mischia ricostruzione e propaganda, istituzione comunale con il partito, beni comuni e gestione di interessi privati.

Abbiamo messo a disposizione della città un'alternativa vera, fondata su valori condivisi e che si impegna prima di tutto a cambiare il modo di governare questo comune.
A voi spetta il decidere se usarla o meno.

A proposito: qua il totale dei rifiuti indifferenziati raccolti ieri sera dopo aver messo a tavola poco meno di un centinaio di persone (anche questo per dire un po' quello che siamo...):