sabato 7 giugno 2014

A Carpi il potere clericale marca il suo territorio

Se le anticipazioni pubblicate su Modena Qui di oggi saranno confermate, possiamo dire che quello che non era riuscito alla vecchia DC in cinqant’anni di onorata opposizione al PCI carpigiano, quando diverse visioni del mondo corrispondevano a concrete differenti opzioni politiche, sostenute da consistenti consensi popolari, oggi uno dei  “padri nobili” della democristianità carpigiana lo riesce a fare con una lista civica che non raggiunge i consensi necessari per eleggere un consigliere neanche con il premio di maggioranza, creata in nome della difesa dall'avanzata dei barbari grillini (decisamente meno evocativa e romantica della paura dei cosacchi che avrebbero fatto  abbeverare i cavalli in piazza San Pietro, ma vabbè)

O forse più che Rossano Bellelli lo riesce a fare il PD stesso, regalandogli questo ruolo con la generosità tipica che contraddistingue il partitone con i suoi microalleati, convinti che la generosità in poltrone si riveli sempre utile in termini di riduzione dei potenziali "conflitti", specie con alleati che non hanno rappresentanza in consiglio.

Che un partito al quale l’elettorato consegni i numeri per governare in autonomia, decida di costruire la giunta, sempre se l’articolo verrà confermato, secondo il più classico dei manuali Cencelli, lascia sempre un po' basiti, nonostante la tradizione risalga ai temi delle giunte Malavasi,  ma questa volta, la novità creatasi con l’alleato “omonimo” Bellelli, segna un cambio di rotta e un “inchino” nei rapporti tra il partito un tempo di sinistra (oggi “orgogliosamente” di centrosinistra o di centro sinistra o di centro-sinistra) con il mondo cattolico più tradizionalista.

In realtà il fatto stesso che Rossano Bellelli decida molto poco elegantemente di spiattellare le trattative con il partitone per i posti in giunta, in anticipo rispetto ad ogni informazione ufficiale è il chiaro segnale, da abile e storico democristiano, di far sapere che c’è qualcuno che “conta” seduto a quel tavolo e mettere il cappello (o meglio la papalina) sui destini politici di questa giunta.
Vedremo fino a quanto sarà remissivo il Bellelli sindaco (Alberto) rispetto a questi atteggiamenti.

Sugli altri nomi della giunta, stante che quelli di Tosi e Morelli erano scontati praticamente da metà della legisltura precedente, mi tengo il commento per quando saranno ufficiali.
Diciamo che per oggi, vale la pena di segnalare che Bellelli "Senior" ha veramente dato l’impressione di aver portato a compimento il disegno più squisitamente democristiano per Carpi, mettendosi nella posizione di massima utilità per l’area che rappresenta, nel momento in cui non esiste più neanche uno dei “contenitori” politici che storicamente l’hanno raccolta fino ad ora.

Chapeau ai vecchi democristiani, capaci di mangiarsi uno ad uno i giovani funzionarietti di partito, senza neanche che se ne accorgano.