lunedì 9 giugno 2014

Nominata la Giunta. Auguri (a Carpi)

Ora che è ufficiale approfondiamo un po’ il giudizio sulla composizione della giunta di Carpi, anticipato un paio di giorni fa dal suo Deus Ex Machina Bellelli (Rossano).
In ordine rigorosamente sparso:

Simone Tosi: in giunta per forza di cose, dato che al partitone con i chiari di luna dei bilanci di partito che girano, mica possono riprendersi i dipendenti  che hanno messo a carico della collettività tutta, continuerà con la consueta abilità nel traslare in un figurativo politichese le scelte più impattanti e cementificatorie (in perfetta continuità con le giunte anche a lui precedenti) in “sostenibili” (tipo il famoso ”primo mattone del Parco Lama”). Ha un altro mandato di diritto per le regole del partitone, essendo del tutto ininfluente in qualsiasi processo decisionale che abbia a che fare con la politica urbanistica e ambientale decisa dai suoi dirigenti (e da fuori dal Comune), riuscirà ad attraversare indenne anche questo. Poi fra cinque anni il partitone vedrà dove ricollocarlo (se ancora potrà).

Simone Morelli: l’affidamento della delega alla cultura all’assessore “alle feste” del comune di Carpi è in effetti una novità inaspettata. Perfettamente in linea con la concezione “yè-yè” che gli istituti culturali devono avere nell’Italia renziana, oggettivamente il partitone che un tempo fu di Gramsci, non poteva scegliere assessore più in linea (per i due lettori sui quattro di questo blog che non capiscono le battute: questo non è un complimento). Certo un Taurasi avrebbe avuto un aplomb decisamente più austero e cardinalizio, ma essendo effettivamente uomo di cultura, sarebbe risultato incredibilmente noioso rispetto al nuovo corso.

Stefania Gasparini: in genere la separazione tra cultura e istruzione nelle deleghe assessorili significa una cosa sola: depotenziamento. Le politiche scolastiche sono materia di Unione (sfido l’elettore medio carpigiano a dirmi a che sindaco dell’Unione siano toccate fino a d oggi…). Aldilà delle qualità personali della Gasparini, appare evidente che è lì solo in funzione di bilanciamento “correntizio-sindacale”.

Cesare Galantini: essere assessori senza una base di consenso popolare e consiglieri in consiglio comunale, significa essere sostanzialmente legati mani e piedi nella propria azione politica. Di Galantini si ricordano le posizioni prese in consiglio comunale sui lavoratori in appalto alla Loria (prima che li facessero fuori definitivamente), degli esponenti di  SEL si ricorda l’impegno contro la vendita di AIMAG e poi sui referendum nazionali. Avendo fatto il PD tutto il contrario di quanto sostenevano Galantini e SEL e non avendo loro la possibilità di incidere minimamente in consiglio comunale, che abbiano un posto in giunta, con parte delle deleghe che furono dell’altro microalleato D’Addese e con totalmente inutile delega al bilancio (che andrebbe rinominata dai tempi della Caruso o della Valentini in Provincia: “delega alla presentazione (breve e facilitata) del Bilancio redatto dal dirigente di turno”), rientra nella normalità delle cose italiche.  Il PD si garantisce nei secoli la fedeltà dell’alleato, del quale non aveva assolutamente bisogno per vincere le elezioni,  ma utilissimo per chiarire a tutti che questa giunta, (pofferbacco !) è di centrosinistra (dove la sinistra conta appunto per l’unovirgolablisga).

Daniela De Pietri: se non altro è una persona che il sociale e la sanità nella sua attività da consigliera le ha seguite, al contrario delle due donne che precedettero lei e Bellelli al sociale. Senza dubbio è dotata di una certa personalità, che non guasta, visto che anche questa materia tecnicamente è dell’Unione e nell’ultimo quinquennio, il sindaco dell’Unione che ne aveva la delega è stato pressochè un fantasma (rilancio la sfida all’elettore carpigiano medio di cui sopra). Qua o tanto bene o tanto male, ma per lo meno non ci si aspettano mezze vie (spero).

Milena Saina: sconosciuta al di fuori del suo ambito professionale ed evidentemente anche agli elettori della sua lista, in attesa di poterne valutare l’operato, sulla sua nomina l’unico giudizio che si può dare è: le  vecchie volpi democristiane di Carpi sono dei geniacci (per gli altri due lettori su quattro di questo blog che credono di capire le battute: questa non è una battuta).

Il Sindaco: … l’è un brèv (e tante bèl) ragas.


Auguri a lui e alla nuova giunta di buon lavoro. Ai carpigiani:... auguri (e basta).

La foto è rubata dlla pagina FB di VOCE