martedì 10 giugno 2014

Quello che i ballottaggi ci dicono

Qualche nota sui ballottaggi a noi “vicini” (Sassuolo, Vignola, Correggio e ovviamente Modena), a mio “insindacabile” giudizio.

L’affluenza: Il dato dell’affluenza ha sconvolto tutti (ma del resto da queste parti non si era manco “abituati” ai ballottaggi, quindi non c’erano praticamente precedenti su cui confrontarsi).
Banalmente di mio noto che la partecipazione ha superato il 50% solo dove la competizione è stata “vera”, ovvero dove l’elettorato si sentiva di poter decidere effettivamente o di poter portare un cambiamento reale: Sassuolo e Vignola.
Nei due comuni dove la gara era tra partitone e 5 Stelle (Modena e Correggio), si resta invece lontani dal 50% dell’affluenza al voto.

Come avevo avuto modo di scrivere quest’inverno ragionandosu Carpi, il punto è che il simbolo dei 5 Stelle ha una caratterizzazione nazionale troppo forte, per riuscire a convincere i delusi del partitone a convogliare su di loro.
Convinti di poter fare “il botto” anche nelle terre più rosse, gli attivisti 5 Stelle hanno voluto ignorare che, aldilà di tutti i vezzi sull’essere “oltre” destra e sinistra, la politica si nutre di valori e di simboli.
Quello del 5 Stelle nasce e cresce grazie a Grillo, ma con Grillo si ferma anche. Se ne può pensare il bene o il male che si vuole, ma il dato di fatto è che oggi il M5S esprime un’identità politica marcata, molti dei suoi attivisti vi partecipano con la stessa (legittima) adesione dei militanti di altri partiti e quando il simbolo elettorale diventa meccanismo più di appartenenza e affermazione identitaria che strumento per un ragionamento politico, siamo già ampiamente tornati nel recinto di una politica del tutto “normale”, quella del “noi” e del “loro”, che a volte si rivela un freno nel riuscire a comunicare nei confronti di quell’elettorato che vorrebbe fare scelte di buon senso e non scelte di campo (per di più trincerato dalle menate grilline che escono dal suo blog).

Così, anche davanti all’evidente e scandaloso disastro della gestione piddina di Correggio, molto vigliaccamente oggi scaricata sulla sola figura del Sindaco, come se partito, giunta e consiglieri del PD di Correggio fossero stati tutti per cinque anni in vacanza (e di sicuro il loro senso critico lo era), la risposta di un lista che utilizza un simbolo divisivo come quello dei 5 Stelle ha secondo me, ridotto le chances per ogni possibile alternativa.

Ragionamento parallelo per Modena: di fronte ad un candidato evidentemente inviso anche a parte dell’elettorato piddino, la necessita di dover portare avanti “l’identità grillina” degli stellati modenesi, impedisce qualsiasi soluzione alternativa e credibile. Bortolotti guadagna voti, ma solo tra la destra più rancorosa nei confronti del partitone, quando invece l’obiettivo era raccoglierne i delusi, spostare i consensi da chi ha il potere, non raggranellare i voti di chi comunque il centrosinistra non l’avrebbe votato.
Poi senza dubbio contano le qualità personali dei candidati e la capacità di parlare a tutta la città prima e durante la campagna elettorale, dei programmi credibili,  ma resta il punto che chi vota 5 Stelle in un comune, come qualsiasi altro simbolo nazionale, in qualche modo sente di doversi far carico di tutto il “pacchetto” grillino, ed evidentemente qua la cosa non era gradita.
Risultato: se ne stanno a casa più elettori che non altrove.

Riesce invece il colpaccio a Smeraldi a Vignola, ne avevoparlato giusto venerdì.
Vittoria sul filo di lana, ma in fondo in democrazia basta un voto in più.
Certo la coalizione di Smeraldi è bella variegata e la sua maggioranza in consiglio sarà ben diversa dai “monoliti” PD, speriamo che tutti capiscano quale incredibile capitale hanno a disposizione, non lo disperdano e riescano a praticare la nobile arte politica del “compromesso al rialzo”.
Sarà dura, non conosco Smeraldi quindi non esprimo giudizi sulle sue personali capacità, ma intanto i civici vignolesi, partendo dal laboratorio di Vignola Cambia, la cui natura è sempre stata chiara, hanno fatto un percorso notevole. Incrocio le dita per loro e gli mando di nuovo il mio “in bocca al lupo”.

Resta Sassuolo. Ancora una volta, come detto centinaia di altre in passato, non c’è nulla da fare: dove il centrosinistra viene percepito come reale alternativa alla destra (e sottolineo il “percepito”), il M5S non trova spazi (che invece trova benissimo quando si tratta di esercitare una critica di netto stampo ecologigista e legata al tema dei beni comuni dove il centrosinistra è al potere.

Per i pentastellati sarà un modo “vecchio” di leggere la politica, ma il punto per me resta sempre quello: si può tranquillamente dire che le differenze tra partiti di centrodestra e centrosinistra, in questo paese, sono esigue, ma certi temi e valori  non possono essere sposati da tutti e determinano scelte di campo.
Il M5S va bene (e in qualche caso limitato vince, ma evidentemente non qui in Emilia)  dove la sinistra non fa il suo mestiere da anni. Stenta, come nel caso di Sassuolo e Vignola, dove esistono evidenti alternative.
Nell’uno e nell’altro caso, la sua capacità di attrarre voti è fortemente legata, nel bene o nel male, a quello che viene scritto su un blog la mattina, a seconda di come si sveglia uno dei due guru e questo resta uno dei principali limiti alla sua crescita.

E’ innegabile che in questo bailamme, grosse responsabilità per non essere stati assolutamente parte in gioco, nel tentativo di rappresentare quello che in senso lato identifico con il “popolo referendario” del 2011, ci siano anche per la nostra parte.
Io continuo a non vedere altra soluzione se non la costruzione di mezzi di partecipazione dal basso, dove l’identità dei valori sia chiara, ma quella delle appartenenze partitiche o associative possa essere messa a servizio di progetti comuni, se l’obiettivo è quello di poter esercitare una reale influenza su chi esercita il potere.

Il risultato di Vignola ci dice che si può fare, quello del resto della provincia invece ci indica che la strada è ancora lunga, richiede parecchio impegno e parecchio spirito di apertura a nuove forme di organizzazione e partecipazione, ma se qualcuno ha alternative credibili già pronte alzi pure la mano.

La foto è rubata alla pagina FB di Vignola Cambia