mercoledì 11 giugno 2014

Un pacato appello a L'Altra Europa: dateci un taglio con le menate.

Da semplice elettore (e sottoscrittore della lista, nonché da uno dei 12 presenti al comizio elettorale di Stefano Lugli nel comizio dell’ultimo  sabato elettorale carpigiano), mi permetto di lanciare un semplice appello agli esponenti e candidati tutti de L’Altra Europa con Tsipras: cortesemente, potreste darci un taglio con le menate?
Sono stati commessi tanti errori , in fase di avvio, nelle candidature, nella scelta di farne alcune multiple, nel candidare persone che dichiaravano che comunque non avrebbero accettato il seggio, ecc ecc, ma nonostante questa collezione di “maroni” la lista è riuscita a superare “brillantemente”  lo sbarramento e credo che ora serva un bel bagno di rispetto nei confronti di chi vi ha votato.
A me che a Strasburgo vadano la Spinelli o Furfaro cambia poco (mi pare logico che ci vada chi prende più voti, ma so che quando si ragiona con la sinistra italiana, la logica è sempre una cosa relativa).
Il punto, per me, come modesto elettore, è che ci vada qualcuno interessato a dare continuità ad un processo unitario, se ci deve andare qualcuno a curare l’orto di questa o quella componente, sono molto lieto che se ne stia a casa.

E proprio questo per me rimane l’unico punto rilevante: L’Altra Europa vuole diventare una proposta credibile di alternativa al quadro politico nazionale o è stato solo un cartello elettorale?
Se era “la seconda che ho detto”, pazienza, mi sono sbagliato (un’altra volta), se invece intende essere la prima sarebbe igienico far partire in tempi decenti un vero processo costituente e inclusivo per un soggetto popolare di sinistra, con qualche caratteristica innovativa in termini di organizzazione, programma e “collocazione” rispetto a quel che c'è già e che evidentemente è insufficiente per rappresentare in modo unitario un popolo di sinistra che evidentemente ancora esiste, se riesce a raccattare ancora un 4% alle elezioni europee, nonostante tutti gli errori di cui sopra.
A marzo 2015 presumibilmente ci saranno elezioni regionali. Dato che sono in ballo posti di potere per un ceto politico molto propenso alla propria riproduzione autoreferenziale, anche nelle due formazioni che stanno dentro il cartello de L’Altra Europa, sarebbe secondo me igienico avviare subito il percorso per chi ci sta a fare qualcosa di diverso e nuovo e obbligare suddetto ceto a confrontarsi con questa “opzione”, possibilmente senza aspettare le tre settimane prima delle elezioni, ponendo basi di chiarezza e certezza per una pratica politica che dovrà durare ben oltre le elezioni (e se ci è piaciuta tanto l’esperienza del leader greco, forse è sempre bene ricordare che Syriza, è arrivata dove è arrivata, preoccupandosi prima di costruire il consenso sociale e popolare che non le poltrone di assessori comunali e regionali. In altri termini, la credibilità si costruisce nella coerenza della pratica, non nella coerenza delle alleanze di potere “a prescindere”).

Ma ovviamente è giusto la mia opinione di semplice elettore