lunedì 24 novembre 2014

Il voto a Carpi secondo me, edizione 2014 bis (e speriamo per quest’anno basta)

Fatte salvele considerazioni generali di stamani, sul crollo dei consensi in termini assoluti per tutti coloro che hanno partecipato a queste elezioni, quel che resta da commentare e che ha una certa rilevanza per Carpi è l’andamento delle preferenze.

Risultato quasi sbalorditivo, per me che sono un ingenuo, per quanto riguarda il partitone: gli elettori del PD  puniscono severamente Luciano Vecchi (nel 2010 aveva più del doppio delle duemila preferenze e rotti raccolte a questo giro) e non premiano il nostro ex sindaco Campedelli, che si ferma al quinto posto (si vede che non avranno percepito il messaggio da “nuovo che avanza” che esprimeva la sua campagna elettorale), battuto per qualche centinaio di preferenze dal “giovine” assessore Luca Sabbatini di Castelfranco, che evidentemente gode di favori nel resto della provincia (a partire da Modena, solo lì porta a casa 300 preferenze in più di Campedelli), che l’ex sindaco di Carpi  non ha.

Che sia l’ennesima riprova della storica debolezza del partitone carpigiano nel panorama provinciale o altro resta il fatto che gli anni di assenza dei carpigiani in consiglio regionale saliranno così a 30 (se non erro).

Campedelli e Vecchi resteranno, finanziariamente parlando,  sulla groppa del partitone, che comunque manda in regione 4 ex amministratori locali, di età media decisamente elevata (nonostante la presenza del “giovine”), di cui due donne riconfermate e due new entry, con l’ex segretario modenese Boschini, che fa l’en plein del voto parrocchiale di tutta la provincia (per dire che meniamocela fin che vi pare, ma le due anime del partitone, sono ancora tutte e due lì e restano incollate con lo sputo).

Il crollo nelle preferenze di Vecchi si può spiegare in due modi: o non era comunque “prevista” la sua rielezione (in vista di un incarico regionale, attualmente era diventato assessore al posto di Muzzarelli) e quindi non si è sbattuto più di tanto per raccattare preferenze, o è stato oggettivamente bocciato dal suo elettorato.
Nel caso si trattasse della prima ipotesi, appare allora ancora più imbarazzante la decisione di non candidare Paolo Trande nelle file del PD, in pratica fatto fuori dalla direzione provinciale solo per garantire a Boschini l’assenza di concorrenti e non alterare il delicato equilibrio tra “catto” e “non catto” tra gli eletti PD.

Altro candidato carpigiano in vista, l’assessore “sceriffo” Galantini, che dopo aver goduto in questi mesi di un’esposizione mediatica senza pari per un esponente di SEL e nonostante i manifesti diligentemente affissi, non supera le 125 preferenze a livello comunale, battuto in provincia da un Eriuccio Nora, la cui  lunga e antica conoscenza degli uffici della Provincia (intesa come ente dove ha a lungo lavorato) ha avuto la meglio sulle ambizioni del neo assessore carpigiano.
In ogni caso, tutti e due rimangono a bocca asciutta, dato che il secondo seggio in regione (conquistato solo in virtù dell’immeritato premio di maggioranza) finisce a Reggio Emilia, che mostra un risultato in percentuale migliore e beffa i modenesi.
Non che la cosa abbia un peso: nel consiglio regionale il PD ha una solida maggioranza assoluta anche senza i suoi alleati e potrà continuare ad usare SEL come mero elemento decorativo
Magra consolazione: a Carpi SEL guadagna uno zero virgola in più degli ex alleati  (alle europee) de L’Altra Emilia Romagna, quando nel resto della regione resta in realtà piuttosto indietro rispetto alla sinistra meno prona ai voleri PD.
Ci si potranno consolare.

Per L’Altra Emilia Romagna infatti  il risultato carpigiano e modenese è leggermente sotto la media regionale.
In assenza di un secondo seggio, che avrebbe richiesto un 1,5% in più a livello regionale,  la neonata lista emiliana affida la sua rappresentanza all’unico candidato eletto nella circoscrizione di Bologna, un nome di prestigio, quello del prof. Alleva, che dovrà portare un carico di lavoro non indifferente sulle sue spalle. 
In ogni caso, garantito l’obiettivo minimo per AER (entrare in consiglio, nonostante SEL si fosse sganciata dall’alleanza che aveva visto tutti uniti alle europee), quel che più conta è come ci si organizzerà da qui in avanti, ma è materia per altri post…

Non presentava candidati di Carpi il M5S, a livello provinciale stravince in termini di preferenze Giulia Gibertoni (che mi aspetto sia comunque un’ottima consigliera di opposizione).

Dopo i “fasti” della gestione Alboresi, non ci sono carpigiani tra i miracolati del risultato leghista,  e l’unico altro nome carpigiano conosciuto (Antonio Russo), viene giustamente relegato nell’oblio del suo risultato di bassa classifica in termini di preferenze,   insieme con quello dei suoi tristi compari Fratelli d’Italia (qua da noi a fare i fascio-xenofobi bastano e avanzano i leghisti, chi ha bisogno pure dei piccoli fans della Meloni?).


Riguardando il quadro, si può tranquillamente dire che Carpi, a questo giro, non ha pesato né in maggioranza né all’opposizione, per alcuni la cosa non è un problema, per me, Visto il livello feudale a cui è scesa la nostra politica, ritengo invece che lo sia ma, appunto, è giusto un “secondo me”.