martedì 30 dicembre 2014

Car pooling studenti: la buona idea realizzata male

Sul finire dell’anno trova spazio sui giornali il triste esito di un esperimento, quello del car pooling scolastico, che avrebbe potuto avere ben altro successo, se lo spirito della proposta di qualche anno fa fosse stato effettivamente rispettato.

Riassumiamo brevemente;  l’assessore Galantini, risponde all’interrogazione dei consiglieri del M5S sul funzionamento del car pooling per gli studenti delle superiori, sostanzialmente fallimentare, ventilando la sua “estinzione” l’anno prssimo per destinare le risorse ad altre iniziative e ricordando che era stata una “cosa” voluta dai “grillini”.

L’assessore, al tempo fuori dal consiglio comunale, evidentemente non ha gran contezza di cosa nel 2012, non i “grillini” ma la coalizione Carpi 5 Stelle e Rifondazione Comunista avessero effettivamente proposto, con un odg suggerito da Andrea Losi e presentato in consiglio dal sottoscritto (per i  quattro lettori curiosi, lo trovate qui).
L'esito del dibattito in consiglio invece è riassunto qui
In sintesi, la nostra proposta per ridurre il traffico davanti alle scuole si differenziava dal papocchio organizzato dall’assessore D’Addese per due punti.
Il primo è che era pensata per le scuole elementari e medie, che hanno, diciamo così un “tasso di accompagnamento” degli studenti ben maggiore di quello delle superiori, i cui alunni sono decisamente più autonomi nell’uso del mezzo pubblico, della bici, degli scooter e dell’auto.
In sintesi si è puntato sull’utenza sbagliata.  

In una scuola media o elementare, dove il ruolo dei “genitori autisti” è decisamente prevalente rispetto alle superiori, l’iniziativa avrebbe potuto essere un grande esperimento di educazione civica, integrata nelle attività scolastiche, per conoscere il proprio territorio,orientarsi nella città, aumentare la collaborazione fra genitori e alunni delle classi.
 Farla sulle superiori, puntando su studenti nel momento della loro massima ricerca di autonomia dalle famiglie, ha decisamente ridotto le possibilità di successo per un esperimento che richiede tempo e ripetuti richiami, per cambiare abitudini inveterate e una sensibilità ambientale sui temi della mobilità, che ai cittadini carpigiani evidentemente manca

In secondo luogo viene da chiedersi perché sia stato necessario andare a compare un sistema informatico ad hoc, quando esisteva già quello della Provincia di Modena, che era indicato nella proposta.

Il tutto, giusto per chiarire le cose circa l’ultima polemichetta da fine anno: se un’idea è buona o anche solo interessante, merita perlomeno di essere sperimentata correttamente, dato che stiamo parlando di una delle emergenze ambientali di questa città (il traffico è responsabile di un buona percentuale delle emissioni nocive che rendono l’aria della pianura padana fra le più inquinate d’Europa, con quanto ne consegue in termini di costi, umani ed economici per la nostra salute).

Insomma, anche le buone proposte, se date in mano ad amministratori poco interessati al tema,  fu l’assessore alla mobilità precedente, che vanta al suo attivo non una iniziativa utile alla riduzione del traffico automobilistico in città, con una maggioranza che ha dedicato all’asfalto risorse infinitamente superiori alle altre forme di mobilità e che ha fatto delle ciclabili il monumento degli investimenti sprecati in percorsi utili solo per le statistiche e non certo per favorire la bici negli spostamenti casa-lavoro e casa-scuola (basti pensare anche all’assurdo collegamento fra piscina e altrettanto assurda nuova palestra in zona industriale), possono certamente risultare fallimentari, ma non si dica che il problema è nella “proposta”.

Per inciso, quella proposta chiedeva anche un modesto cambiamento degli orari nel servizio di bus a chiamata per la frazione di Fossoli (suggerito da un genitore di Fossoli, sensibile al tema), per favorirne l’uso da parte di studenti. 
Cosa molto meno impegnativa di un car pooling . Bocciata. 

Vedremo ora come si muoverà l’assessore Galantini sulle richieste che gli vengono dai genitori del quartiere Due Ponti, separato dalla scuola di Cibeno di poche centinaia di metri in linea d’aria, per il quale una pista ciclabile tra via Due Ponti e Tre ponti, darebbe una soluzione rapida e indolore  e amgari anche il via per il famoso affaccio ad est della stazione ferroviaria, che non venne fatto per favorire un sottopasso a poche centinaia di metri, nell'area verde di via Giovenale, collegato alla pista che sbocca in centro nel delirio degli attraversamenti pedonali di via Nicolò Biondo e Carducci, con curve cieche a 90 ° e commistione di pedoni e biciclette, roba che se la proponi in qualsiasi città europea come mobilità ciclabile ti ridono dietro per una settimana).