mercoledì 15 aprile 2015

Italicum: coerenza a intermittenza

Dopo le politiche del 2013, ricordo di qualche decina di post compulsivi di esponenti del PD locale, oggi consiglieri comunali, che invocavano, pretendevano o imploravano, a seconda dei gusti e degli umori, che i parlamentari neo eletti del M5S agissero autonomamente sulla questione della fiducia ad un eventuale governo Bersani, in nome dell'autonomia degli eletti della Repubblica rispetto ad ogni tipo di mandato, secondo l'articolo 67 della Costituzione.

Come andarono le cose lo sappiamo e ognuno ne da la sua versione (il M5S "congelò" e sprecò il suo potenziale di cambiamento, secondo la vulgata piddina, il PD fece un'offerta irricevibile, non concedendo nulla sulle reali questioni programmatiche, in vista dell'accordo con il Silvio nazionale da sempre auspicato dall'allora presidente Napolitano e da gran parte della classe dirigente del partito, secondo il verbo pentastellato)

Da allora di errori se ne sono succeduti parecchi da ambo le parti, ma sarebbe bello (e quindi non accadrà) che per una volta la questione di merito prevalesse, seppellendo gli interessi di parte e di partito,  su un tema che dovrebbe essere patrimonio di tutti (o almeno della più ampia maggioranza possibile), come quella della legge elettorale.

Che la regola comune con la quale si decide rappresentanza e governo di un paese, sia votata da una sola parte, che può permetterselo in virtù di un premio di maggioranza truffaldino, che consente con il 25% dei voti di avere la maggioranza dei seggi in una camera,   già è una cosa che dovrebbe dare il voltastomaco ad ogni sincero democratico, tanto più se su una questione come questa si arriva a minacciare il ricorso al voto di fiducia

L'Italicum è a tutti gli effetti una legge pericolosa e perniciosa tanto quanto il "porcellum" che si candida a sostituire, con in più il corollario di una riforma costituzionale che elimina ogni contrappeso democratico, rispetto allo strapotere di una potenziale forza minoritaria nel paese, trasformata in maggioranza per "premio".

Fortunatamente, pare che tra le fila PD, qualcuno abbia ancora un rigurgito di dignità e non abbia ancora portato definitivamente il cervello all'ammasso del presidenzialismo coatto alla Renzie ( con l'Italicum, l'Italia sarebbe una repubblica presidenziale di fatto, mascherata formalmente da repubblica parlamentare e, personalmente, credo sia più pericoloso un sistema parlamentare finto rispetto ad un presidenziale vero).
Ora, ed è questa l'occasione che andrebbe sfruttata, pare che il M5S sia disposto in commissione parlamentare a fare da sponda a chi nel PD voglia dare ancora una parvenza di democraticità al nostro Stato .

Per farla breve, per il bene di questo martoriato paese, M5S, SEL e minoranza PD (che prevale sui renziani nella Commissione Affari Costituzionali) potrebbero inserire in questa pessima riforma elettorale almeno due correzioni importanti (la cancellazione dei capilista bloccati ovvero nominati dai partiti e non scelti dagli elettori e un premio di maggioranza di coalizione e non al primo partito, evitando di dare potere assoluto a chi magari ha solo il consenso del 25% degli elettori, rendendol'italicum più simile al sistema con il quale si eleggono sindaco e consigli comunali nei comuni con più di 15000 abitanti).

Sarebbe un fatto positivo, una manifestazione di autonomia del Parlamento e dei deputati eletti, sarebbe anche il segnale che dopo due anni di decisioni sbagliate dall'una e dall'altra parte (ognuna con il suo diverso carico di responsabilità) sulle questioni concrete ci si può provare a parlare, abbandonando toni esasperati e da un lato e totale incapacità di accogliere proposte nate al di fuori del partitone dall'altro, .

Insomma, sarebbe una buona cosa, per questo, ripeto, temo non succederà, però... magari... se i vari "civatiani" e "bersaniani" a partire dal livello locale, come ai tempi del  martellamento compulsivo visto in rete nei giorni successivi alle elezioni, quando ciacolavano di opportunità, autonomia e financo dignità del mandato parlamentare, provassero a far sentire la lor voce ora ora che si chiede ai loro beniamini la stessa cosa che si chiedeva ieri ai parlamentari stellati, cioè agire in autonomia di giudizio senza vincolo di mandato, con la medesima insistenza, se non altro darebbero un bel segnale di onestà intellettuale, merce molto rara di questi tempi.

Oppure ci dicano che l'Italicum gli piace da matti e che lo volevano così fin dall'inizio, con o senza il Silvio e uno almeno se ne fa una ragione.