domenica 26 luglio 2015

GASLAND: La logica del profitto genera mostri

GASLAND è un documentario che potete trovare in DVD presso la nostra videoteca comunale (come ci sia arrivato e perchè non lo so, ma chiunque lo abbia scelto di tenere un dvd in inglese con soli sottotitoli francesi e proporlo al pubblico carpigiano, merita comunque un plauso. così come lo merita il mio amico, utente di biblioteca e videoteca molto curioso, che me lo ha "rigirato" dopo averlo scoperto).

In sintesi,  è un documentario americano di qualche anno fa, pluripremiato in diversi festival e con tanto di supporto del Sundace Festival, che spiega come vaste aree degli Stati Uniti stiamo oggi diventando inabitabili, a causa delle attività di fracking autorizzate ad un pugno di compagnie, che hanno aperto decine di migliaia (sì, avete letto bene DECINE DI MIGLIAIA) di pozzi di estrazione di gas naturale, tramite la pratica della "fratturazione idraulica", per l'estrazione del gas di scisto.

Ora, contrariamente a quanto mi aspettavo, il mio buon amico non mi ha consigliato questo DVD come "richiamo" alle note voci che volevano il "nostro" terremoto del 2012, in qualche modo legato alle attività estrattive presenti in regione (nel documentario, la questione che il fracking abbia influenza su attività telluriche di superficie è citato di sfuggita e una sola volta, e in Emilia Romagna, le attività estrattive non risulta fossero fatte con questa tecnica, quindi lasciamo in sospeso  la questione).
No, il punto non è quello, lo "scandalo" che evoca quel documentario è molto più vasto e generale, sia in termini di estensione dei danni dovuti all'inquinamento di acqua e aria nelle regioni americane devastate da quella pratica, con il corollario della distruzione della salute e della qualità della vita delle persone che lì vivono (che hanno l'unica sfortuna di presentare una bassa densità di popolazione, come a dire, poco influenti elettoralmente), e riguarda da vicino il rapporto tra interessi economici e geopolotici, e il diritto delle persone a respirare e bere la propria acqua di rubinetto.

Due sono le costanti che riguardano lo sviluppo di questo tipo di impianti negli stati dle Nord America: forte attività di lobby sul governo centrale e su quelli locali, per, di fatto, azzerare qualsiasi legge di tutela esistente (in particolare le tre leggi federali a tutela di acqua, aria e parchi naturali, grazie ad un provvedimento concesso dall'ultimo governo Bush, non revocato ad ora dalle amministrazione Obama) e la costante disinformazione delle popolazioni locali, unite ad un politica di indennizzi "farsa", che cerca preventivamente di tarpare giuridicamente le ali a qualsiasi tentativo di cittadini, di ricorrere contro danni permanenti alla loro salute e alle loro attività economiche, agricoltura e allevamenti in primis (della serie: ti ho dato crntomila dollari, non seccare se ora tuo figlio o tua moglie muore di cancro).

Tanto per chiarire. stiamo parlando di una pratica che richiede quantità smisurata di acqua e di sostanze chimiche immesse nel terreno, senza neanche l'obbligo per compagnie estrattive di dichiarare in cosa esattamente consista il mix di tonnellate e tonnellate di sostanze chimiche, che poi inquinano le falde di acqua potabile e i terreni superficiali e che producono altre migliaia di tonnellate di reflui, allegramente scaricate nel corso dei fiumi.
Che tutto questo avvenga in un paese civile e in teoria democratico è impressionante, ma è il risultato della resa culturale e politica (quest'ultima non particolarmente disinteressata) ad una logica semplice: il diritto a fare profitti, prevale su qualsiasi altro: alla salute, ad un ambiente decente, all'informazione e alla possibilità di difendersi da decisioni che ledono la vita di singoli cittadini e piccole comunità (in realtà, il rischio si sta estendendo anche a zone da dove viene l'acqua potabile per le grandi metropoli del nordest, quindi non proprio solo per "piccole" comunità").

Ed è questo quello che ripetono al giovane autore del documentario le centinaia di persone intervistate: non che s ela compagna sostituisce l'acqua del tuo rubinetto, fino a ieri pura, con un rifornimento in cisterna, la cosa si sistema.
C'è 'evidente senso dello svuotamento di ogni istituto democratico, che crea un'aara disillusione in quei cittadini che erano convinti di vivere nel paese "campione" e modello della democrazia occidentale.

Ora, se la cosa quindi non ci riguarda da vicino dla punto di vista dle tema della "sismicità" del fracking, credo che ci riguardi molto da vicino per la logica che si sta affemrando anche in
Io non so se le trivellazioni consentite in Mar Adriatico e nella nostra regione, possano essere causa di eventi sismici. So per certo che hanno pesanti effetti ambientali e so che il decreto del governo Renzi, cosiddetto "Sblocca Italia", è esattamente il primo, robusto, passo nella medesima direzione: favorire il businness di alcuni, ridurre le tutele di tutti, mettendo il profitto (di pochi e poco redistribuito) al primo posto rispetto a valore e qualità della vita.

Il tema quindi, non è solo da classica battaglia "ambientalista", ma coinvolge direttamente la "qualità" della nostra democrazia.

Scopro oggi da Internet che è uscito anche una seconda parte di GASLAND; aggiornata rispetto ai dati e alle testimonianze raccolte nel documentario e come scrive John Fox sul suo sito:
 "From the beginning, Gasland's been more than just a movement to protect our environment and health. This is a movement about protecting our democracy and right to decide the future of our country".

Non so se arriverà in videoteca anche la parte seconda, intanto, per la prima parte, chi è curioso di saperne di più e di mettere un po' di evidenze rigorose nel discorso sullo sfruttamento degli idrocarburi ("shale" o non "shale" che siano), trova la prima (ma aspettate fin a martedì, che la devo ancora riportare!)