mercoledì 4 gennaio 2017

Possibile sì o Possibile no?

http://www.possibile.com/organizzare-leresia-tesserandosi/
Ci sto facendo un pensiero. Fermo restando che per Carpi, preferisco ancora liste di alternativa slegate da simboli nazionali, e restando convinto che una cosa non escluda l'altra, qualora qualcuno volesse riprendere in mano il percorso di Carpi Bene Comune, per i livelli regionale e nazionale,  serve un contenitore che sia innanzitutto capace di disegnare progetti e studiare a fondo le questioni, prima  e più che preoccuparsi delle elezioni. Possibile alle ultime amministrative mi pare lo abbia fatto, non presentandosi mai come simbolo alle elezioni (a quanto ne so), e configurandosi più come posto dove far maturare proposte da condividere con altri.

Il problema è che tutte le volte che mi "rabbonisco" e decido di dare una chance ad una formazione politica, anche solo nella limitatissima forma che potrei dare ora, di sottoscrivere una quota associativa, poi me ne pento (e i tempi di "pentimento" si vanno velocemente accorciando: sono durato una dozzina d'anni nel partitone, quattro o cinque nei verdi, uno in Sinistra Democratica (che si sciolse malamente nel carrozzone per carrieristi di SEL) e un paio nella scommessa persa del M5S, che potenzialmente poteva essere una gran cosa ma si è risolto nel partito di Grillo e Casaleggio (per di più, oggi, Casaleggio jr.).

Dopo un quattro anni di pausa (ad eccezione appunto dell'esperienza locale di Carpi Bene Comune), mi torna la voglia di investire di nuovo un poco di fiducia (perchè a me dare fiducia, ogni tanto piace).

Mi chiedo:
1) Saranno davvero capaci di elaborare un pensiero politico autonomo e sulla base  di quello un programma alternativo al "mainstream" del pensiero unico oggi dominante (di marca piddina o di centrodestra, poco importa), in economia, ecologia e politica estera ?
2) Riusciranno davvero a fare un'organizzazione prevalentemente orizzontale e priva di ansie di carriera (incluso quelle da carrieristi all'opposizione)?
3) Continueranno nella saggia scelta di non diventare un simbolo buono solo per competizioni elettorali, dove spartirsi le briciole di credibilità lasciate a sinistra dopo i fallimenti di una miriade infinita di altri partitini?

Il pessimismo della ragione consiglia di lasciar perdere, l'ottimismo della volontà (ma più che altro una beata ingenuità o se volete, una "antropologia positiva" che almeno una volta mi fa dare fiducia a tutti), spingerebbe invece per dare almeno giusto un segnale di sostegno a chi si vuole impegnare in una costruzione che risulta per nulla facile e parte evidentemente da un'area di nicchia che più di nicchia non si può.

Qualcuno provi a fermarmi prima che schiacci il bottone "accedi" su paypal...