giovedì 1 giugno 2017

Elezioni a Novi di Modena (breve saggio sull'inutilità)

Foto tratta da Wikipedia
Premessa: lo scrivente è un accanito sostenitore degli strumenti della democrazia rappresentativa (meglio se rafforzati con abbondanti dosi di democrazia diretta). 
Detto ciò, oggettivamente, visto lo svuotamento dei poteri dei consigli comunali, figuriamoci l’utilità di quelli di piccoli comuni inseriti in Unioni Comunali dove comanda un comune “grosso”…

L’11 giugno uno dei quattro comuni dell’Unione Terre d’Argine (che comprende Carpi, Soliera, Campogalliano e appunto Novi di Modena) andrà al voto per rinnovo del Consiglio Comunale e ovviamente Sindaco e Giunta.

Basterebbe già questa notizia per capire quale papocchio sia un’Unione Comunale, fatta con comini di dimensioni così diverse e con un consiglio che si rinnova parzialmente (per un sesto), essendo le elezioni di Novi sfasate rispetto a quelle degli altri tre comuni.
Tutto sommato, proprio l’appartenenza all’Unione Terre d’Argine, sancisce la sostanziale inutilità della competizione elettorale novese (mi perdonino i diretti interessati)
Sono affidate all’Unione infatti tutte le principali finzioni dei quattro comuni che la compongono, la cui rappresentanza popolare è affidata ad un consiglio di seconda nomina (scelto cioè dai consiglieri comunali eletti, un po’ come il Senato previsto dalla riforma Renzi-Verdini, fortunatamente bocciato), dove i posti per ogni comune sono fissati per statuto.

Si crea quindi il paradosso per il quale, se vince le elezioni a Novi l’attuale coalizione PD-SI (sostenuta “a voce” anche da MDP, il movimento dei fuoriusciti dal PD di Bersani-D’Alema, in realtà non ancora fisicamente presente a Novi), che candida in nome del “cambiamento”, un’assessora dell’attuale giunta Turci (una vera rivoluzione), ovviamente le politiche del Comune di Novi saranno perfettamente allineate con la maggioranza PD degli altri comuni e di Carpi in particolare, visti i numeri in consiglio.

Se invece vincesse il candidato “civico” della lista NOI (lista trasversale tra ex del partitone e di centrodestra, ma con esponenti anche civici e storici elettori di sinistra), o quello del centrodestra (ipotesi altamente improbabile)ci troveremmo con un comune che persegue un programma proprio, ma che con soli tre consiglieri espressi nel Consiglio dell’Unione (su 30), non potrebbe incidere minimamente sulle politiche dell’ente (che per capirci riguardano: servizi sociali, istruzione, polizia municipale, solo per citarne alcuni).

In altri termini, oggi come oggi i comuni dell’Unione mantengono competenza esclusiva solo su due questioni rilevanti: urbanistica e gestione del proprio patrimonio. Non un granchè, e anche che tutti e tre i comuni piccoli cambiassero di maggioranza, in ogni caso chi detiene la maggioranza nel comune più grande (Carpi) determinerebbe  i destini dell’Unione.

Se questo è il quadro, sarebbe ora che le leggi che regolano le Unioni Comunali stabilissero la diretta eleggibilità dei loro consigli, sulla base di programmi e liste comuni per i territori che ne fanno parte (ma meglio ancora sarebbe che si andasse alla fusione, per quei comuni la cui dimensione non rende sostenibile autonomamente la gestione dei servizi, motivo per il quale sono state create le Unioni).

Detto ciò, per chi come me naviga nell’arcipelago nebbioso dell’area politica  a sinistra PD, non resta che sentirsi sollevato dal fatto di non risiedere a Novi, dato che ci ritroviamo nella situazione seguente:

Sinistra Italiana (e MDP, in contumacia), sostengono Giulia Olivetti insieme al PD, usando come pretesto il fatto che non sia un’iscritta al PD e che avrebbero avuto parole chiare circa la questione delle questioni di politica locale, ovvero il destino di AIMAG, che il partitone sarebbe pronto a cedere a HERA,  a compimento di disegni regionali appartenenti ancora all’epoca Bersani – Errani (divertente in questo caso il testacoda del MDP, che OGGI fa melina sul tema, quando la sua classe dirigente ne è stata la principale artefice).
Per capire quanto questo accordo in virtù del "cambiamento di posizione" del PD novese sia aleatorio, basta leggere il programma della lista PD-SI, per vedere con quale razza di supercazzola ci si inerpica parlando del tema AIMAG (seppellito nel capitolo “Ambiente”  del programma). 
Per altro, è anche pura ipocrisia fare finta che questa alleanza (contro ogni logica derivante dalla politica nazionale, per quanto riguarda gli orientamenti di SI), di fatto non chiuda ogni discorso di unità a sinistra anche a Carpi, che rimane divisa tra alleati del PD e chi resta in cerca di un’alternativa praticabile (rappresentata nel 2014 intorno a Carpi Bene Comune).
Sarebbe paradossale vedere lo stesso partito (SI e in futuro anche quelli di MDP) trovarsi in alleanza con il PD a Novi e contro il PD a Carpi, all’interno della stessa Unione,  ma di questo se ne riparlerà per le elezioni carpigiane del  2019.

La lista civica NOI,  si presenta come molto trasversale per orientamenti politici, quindi effettivamente e “squisitamente” civica anche se con storie politiche dei suoi candidati e supporter chiaramente riconoscibili e rivendicate (il principale "sposnor", seppur non candidto è il consigliere di centrodestra Boldrin, il candidato sindaco è un ex PD...)  .
 Sui temi rilevanti (AIMAG e CISPADANA) dice effettivamente le cose giuste, ma per i "sinistri" come me, potrebbe lasciare perplessi per gli orientamenti su altri temi(sociale ed immigrazione)  sui quali però, in realtà, come si diceva, potranno influire poco anche una volta al governo della città, essendo temi di competenza dell'Unione.

Per quanto riguardo il candidato di Forza Italia e Lega, rimandiamo al bell’articolodi Florio Magnanini su VOCE, per chiarirci quanto i forzaitalioti carpigiani stiano attivamente lavorando per scambiarsi favori con il PD, in perfetto Nazareno style.

Cinque Stelle e “sinistra-sinistra”, non pervenuti, ma francamente, se non si è in grado di organizzarsi in modo credibile, è meglio evitare operazioni improvvisate magari dovendo ricorrere a candidati di “importazione” come per il centrodestra.


Sia come sia, meno male che l’11 non devo votare (per quanto poco contino queste elezioni).