domenica 11 marzo 2018

Il mio contributo agli Stati Generali di Possibile

Dato che sono uno che negli errori tende a perseverare, e dato che in quanto iscritto nel 2017 me ne viene data la possibilità, allego di seguito l'ìntervento che farei all'assemblea di Possibile se mi fosse stato possibile partecipare.
Ovviamente i compagni di Possibile possono fare di questo messaggio l'uso che meglio credono, e sarà quel che sarà.

Care Compagne, Cari Compagni,
Non potendo essere presenta all’assemblea provinciale per motivi di lavoro, quindi non potendo esprimere il mio voto per i delegati all’assemblea nazionale, vi invio questa breve nota per provare comunque a comunicare la mia posizione in merito al percorso post elettorale di Possibile, sperando che sia comunque un contributo alla discussione ben accetto e possa trovare spazio nelle vostre assemblee. Cercherò di essere molto sintetico, quindi perdonate la ruvidità.
Come molti di voi sanno, da iscritto a Possibile, scelta all'epoca resa pubblica per i quattro lettori interessati del mio blog e sui miei social, ho ritenuto  in modo altrettanto pubblico e trasparente di non poter sostenere LeU, per motivi spiegati in diverse occasioni e inviati anche alla segreteria nazionale,  ed ho firmato e sostenuto le mie ragioni di voto a favore di Potere al Popolo, come unica scelta residua praticabile.
Per me il programma ideale, non il meno peggio, resta quello delineato con “Per giorni migliori”, e ideale resta il metodo con il quale Possibile ci era arrivato. Pur non potendo parteciparvi direttamente, me ne ero sentito pienamente rappresentato, così come mi sentivo pienamente rappresentato dall’idea che si dovesse presentare UNA sola lista a sinistra del PD.
Nel momento in cui questo non è  stato possibile, ritengo sia stato sbagliato non ricorrere ad un voto di convalida della scelta di Liberi e Uguali da parte di tutta la base e ritengo debole la giustificazione che la cosa “non fosse ammessa” dagli altri “soci” di LeU. In questo modo Possibile ha rinunciato ad uno dei suoi caratteri fondanti, ovvero il volere meccanismi di partecipazione democratica effettivi nella formazione delle scelte politiche.
Per tutti questi motivi, se potessi partecipare all’assemblea, chiederei ai miei delegati ed ai compagni del provinciale di far mettere al voto tre cose:
1)      Mantenere l’autonomia organizzativa di Possibile e mettere in discussione il discorso di unione “parziale”, limitato ad esponenti di classi dirigenti dei tre movimenti che ne fanno parte, realizzato da LeU, dal quale occorre sganciarsi al più presto dal punto di vista organizzativo, per riprendere in una visione più ampia e scevra da pregiudizi rispetto quella parte di sinistra non rappresentata da LeU e soprattuto i molti elettori di sinistra che hanno scelto di rifugiarsi nell’astensione o nel voto di al M5S, ripartendo dallo spirito del “Brancaccio” e rimettendo lì in discussione con gli altri i propri metodi di selezione di gruppi dirigenti e future candidature.
2)      Dato che abbiamo un utile e intelligente sistema per le votazioni “On line”; abolire la pratica del voto per delega all’interno di Possibile, costruendo i percorsi e le occasioni per consentire anche agli iscritti che per problemi di lavoro, famiglia o salute non possono partecipare fisicamente alle assemblee, ma vogliono poter esprimere la propria volontà su temi rilevanti come quello in discussione in questi Stati Generali lo possano fare. Ovviamente considerò comunque le assemblee momenti  essenziali per il confronto e la formazione degli orientamenti interni all’organizzazione, semplicemente chiedo di evitare forme rituali tipiche delle passate organizzazioni politiche, nel momento delle decisioni determinanti.
3)      Di chiarire fin da ora, per evitare “imbarazzi” futuri, che per le amministrative del 2019 in provincia di Modena, non si faranno alleanze elettorali con chi sostiene le attuali maggioranze, ma si contribuirà alla formazione di liste che possano coerentemente raccogliere, a livello locale, gli indirizzi programmatici contenuti in “Per giorni migliori”.
Nel mio piccolo, la mia tessera per il 2018 e il mio impegno comunicativo a favore di Possibile, dipenderanno da come Possibile deciderà di trattare nel dibattito locale e nazionale, questi tre indirizzi e quanto vorrà mantenere del suo spirito e metodo originari.
Un caro saluto a tutti e buon lavoro.
Lorenzo Paluan