martedì 12 giugno 2018

"Non s'ha da fare", gran prova del Cantiere Concentrico


E alla quarta edizione di Concentrico, dovevo pur riuscire a partecipare ad un evento, roba che adesso ci ho tutto un friccicorio di condivisione da sentirmi infine anche io carpigiano fra i carpigiani (o fagiano fra i fagiani), roba che potrò sentirmi finalmente parte di questo miscuglio di arte cultura e gente festante, che alla fine se l’arte non serve a questo non si sa a cosa serva.

Sia come sia, parcheggiato il pargolo con la baby sitter e arrivati trafelati in teatro, ci tocca pure di acconciarci in seconda fila su un palco di second’ordine, che i posti son già tutti presi, in una temperatura da jungla tropicale e va bene che lo spettacolo è gratuito e la compagnia di appassionati dilettanti, ma qua c’è un pienone che manco con Gassmann (padre).

Sia come sia, l’anteprima di Concentrico 2018 è stato lo spettacolo preparato dal Cantiere Concentrico, che con il loro “Non s’ha da fare”, hanno ripreso in mano la dannazione di milioni di italici studenti, “I promessi sposi”, per rileggerlo in chiave divertente e al tempo stesso toccante, tutt’altro che farsesca ma con momenti di sagace ironia

I partecipanti del laboratorio guidato da Irma Ridolfini, Paolo Zaccaria e Michele Mariniello devono aver lavorato duro durante l'inverno per arrivare ad offrirci uno spettacolo sentito, coreografico, con alcune trovate sceniche veramente interessanti (il dualismo del Renzo interpretato in modo perfettamente sincronizzato da due distinti attori, la coscienza multipla dell’innominato che lo circonda e lo tormenta in una danza che ondeggia su tutto il palco, e molti altri sarebero quelli da citare), che potrebbero far riscoprire il piacere di quella storia anche agli scolari più riottosi.

Mi fermo qua che domattina c'è da svegliarsi presto, ma se una cosa va detta di questo spettacolo, è che dopo questa “prima”, bisognerebbe augurarsi che potessero esserci repliche su altri palcoscenici, che tanto lavoro e tanta passione meriterebbe di durare ben più di una sera.
E la prossima volta potete pure far pagare il biglietto.