Risponditore automatico per dibattiti con elettori di "centrosinistra" sui social: chi non vota per Bonaccini, non fa vincere la Lega

Ripetere ad ogni piegamento:
posso NON votare Bonaccini e NON far vincere la Lega...
Questo è un risponditore automatico per i prossimi 2 mesi di dibattito social fra militanti di sinistra e di centrosinistra.
Quindi il blog riapre solo per consentirmi di risparmiare tempo a rispondere ad elettori di centrosinistra, quando per la duemillesima volta riproporranno il refrain, ai 4 elettori di sinistra rimasti che si disperderanno in un paio di liste a sinistra di Bonaccini in concorrenza fra loro, “si ma se non voti Bonaccini fai vincere la Lega”. 

Risposta a tre diversi livelli di difficoltà. Scegliete il vostro (per chi ha poco tempo salti direttamente all'ultima riga)
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Step 1: la forza dei numeri
Nel 2004 Errani vinceva le elezioni regionali con 1,5 milioni di voti (la sua coalizione di centrosinistra si fermava a 1.414.000), non c’era nessuna lista a sinistra della coalizione di centrosinistra, affluenza al 76%
Nel 2009 Errani vinceva le elezioni regionali con 1.197.000 voti, la coalizione di centrosinistra ne prendeva 1.095.000, affluenza al 68%, non c’era nessuna lista a sinistra della coalizione di centrosinistra, comparve per la prima volta il M5S
Nel 2014 Bonaccini vinceva le elezioni regionali con 615.000 voti, la coalizione di centrosinistra ne prendeva 597.000, alla sua sinistra si presentò la coalizione di partiti e movimenti L’Altra Emilia Romagna, che prese 44.000 voti (50.000 voti per la sua candidata presidente Cristina Quintavalla, non eletta per la demenza del sistema elettorale regionale, venne eletto Giovanni Alleva, capolista a Bologna).
Dovrebbero bastare i numeri per capire che in nessun modo la perdita di poco meno di 900.000 voti in 10 anni per il centrosinistra, si può giustificare con l’esistenza di proposte alternative a quelle di Bonaccini alla sua sinistra (e se lo avete capito, potete fermarvi qui, ci si vede sui social, per eleganti discussione in punta di fioretto su questioni politiche, che ci vedranno distanti, ma nel mutuo e reciproco rispetto).

Step 2: I numeri spiegati con un po’ di logica politica.
Vabbè, i numeri sono un po’ freddini, confrontarsi con la realtà è dura, proviamo a ragionar di politica:  
il tema non è se qualcuno “stia sottraendo da sinistra” voti a Bonaccini, perché i voti non sono di Bonaccini o dell’ex partitone o dei suoi reggipanza,  non sono fagioli che si spostano da un “sacco” ad un altro, i voti  sono degli elettori e alcuni (molti, ultimamente, torna allo Step 1) non trovano una rappresentanza, ed altri invece il voto a Bonaccini non glielo avevano dato manco 5 anni fa,  e le loro istanze in questi 5 anni non sono mai state prese in minima considerazione, quando non schernite o veementemente denigrate, quindi non si capisce perché a due mesi dal voto , dovrebbero adesso riconoscersi in Bonaccini, che nel frattempo, se possibile, sta ancora di più rincorrendo la destra, su temi che notoriamente a sinistra e agli ecologisti fanno girare le balle (l’autonomia regionale, le infrastrutture, la privatizzazione dei servizi pubblici locali, ecc. ecc.).
Comunque se proprio butta male, se il richiamo della foresta è per voi insopprimibile, se davvero credete che il successo della Lega sia merito di Salvini e della Borgonzoni e non effetto degli ultimi 4 governi sostenuti dal centrosinistra, ricordarsi che esiste il voto disgiunto: votate per Bonaccini presidente ma votate per una lista alla sua sinistra, dandogli la forza per potergli mordere i polpacci sulle cose che contano, partendo da posizioni che non siano del tutto asservite e ferme al blairismo degli anni 90.
Se vi siete convinti, salutiamoci così per ora, senza rancore, ci si vede sui social per la mozione degli affetti e ricordare i bei tempi andati del partitone.

Step 3: per quei pochissimi che ancora non hanno colto il punto.
Anche nel centrosinistra esiste una (per carità, piccolissima!) minoranza di ultrà, secondo la quale fuori dal partitone e dal kindergarten in cui rinchiude i piccoli alleati per farli giocare con gli avanzi della sua politica amministrativa, non esista altro verbo.
Non c’è ragionamento che tenga, il voto di un emiliano che si dice di sinistra ed ecologista, non può essere tale se non è dato (a ‘sto giro) a Bonaccini.
Bene, per questi ribadirò:
Massimo rispetto per elettori e attivisti che sostengono Bonaccini convintamente lui e l’ennesima versione dell’armata Brancaleone dei buoni propositi.
Tanti anni fa forse saremmo stati tutti nello stesso partito, ma oggi esprimiamo programmi e valori differenti, siamo avversari, così come lo siamo con la destra (e la tanta destra che in questi anni si è insinuata in voi).
Sui social ci potremo anche confrontare su temi di politica (come di calcio, micologia, astrofisica, yoga o sesso tantrico, tutti argomenti dei quali ovviamente non so nulla), ma alla prossima o prossimo che, dopo aver dato una ripassata allo Step 1, mi torna a dire che chi non vota Bonaccini, fa vincere la Lega, potrò solo rispondere, con infinito affetto e antico senso di appartenenza ad una causa comune, ormai del tutto evaporata :
“Va a caghèr te, Bonaccini e la Lega”.

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