Piccolo rovello ferragostano per i compagni di Rifo (con affetto e preoccupazione)

 

Un ozioso post ferragostano, per maniaci compulsivi delle scienze politiche e di questioni elettorali, per la serie che me lo metto qua così quando tra qualche mese la questione (secondo me) si farà un po’ più stringente, potrò presentarmi fra i miei quattro interlocutori social potendo dire: “eh, ma io l’avevo detto”, dopo aver provato a sollevare il tema con qualche commento a articoli molto più dotti e intelligenti dei miei sulla situazione di Rifondazione Comunista alle prossime politiche.

In sintesi: Rifondazione Comunista ha approvato a strettissima maggioranza un documento proposto dal segretario Maurizio Acerbo che propone la costituzione di un “Fronte Costituzionale” alle prossime elezioni, che di fatto prevede di presentarsi insieme con le liste del cosiddetto “campo largo” o “progressista”  alle prossime elezioni, con il fine di unire le forze contro la destra.
L’operazione non prevede che Rifondazione Comunista condivida il programma delle altre formazioni di centrosinistra (e manco pare intenda partecipare all’elaborazione di un programma unitario, ma forse questa è un’interpretazione mia) ma semplicemente afferma che, mantenendo la propria “diversità” e il proprio programma, vede come prioritaria la necessità di sommare i voti contro l’ipotesi (oggettivamente inquietante) di altri cinque anni di governo Meloni.

Comunque la pensiate su questa posizione, per quanto mi riguarda, nel mio stordimento agostano da quarta o quinta ondata di calore, il mio rovello è: tutto bellissimo (o bruttissimo, a seconda dei gusti), ma il resto del centrosinistra lo sa?

Il documento della Direzione Nazionale è dell’aprile scorso.

Da allora io non ho sentito un commento che sia uno da parte di dirigenti PD; AVS, M5S circa il fatto che siano contenti o meno di avere anche Rifondazione Comunista (suppongo con una sua lista e simbolo elettorale) al fianco dei loro.

Non sono mai stato iscritto a Rifondazione Comunista, quindi non entro nel merito della scelta che spetta agli iscritti, ma ho votato almeno negli ultimi 15 anni molto per coalizioni regionali e nazionali che loro hanno meritoriamente sostenuto (spesso più convintamente e meno settariamente di altri, a mio modesto parere), per non parlare del fatto che li ho visti da ben più tempo sostenere tutte le battaglie che anche io, nel mio piccolo, sostenevo (dai referendum comunali e nazionali sull’acqua pubblica e i servizi pubblici locali, ecc. ecc.)
Alle regionali emiliane e toscane pareva pure di aver cominciato a risalire quella dura china dell’irrilevanza della “sinistra-sinistra”, con risultati percentuali migliori di diverse forze del centrosinistra, pur non ottenendo almeno il “diritto di tribuna” che gli spettava, grazie a leggi elettorali volute dal centrosinistra fatte apposta per ammazzare in culla qualsiasi alternativa al bipolarismo fasullo nostrano, avendo poi come vittime collaterali la partecipazione al voto e la democrazia tutta (a meno di non credere che effettivamente il voto di un elettore per una lista che si presenta in una coalizione debba valere di più di quello di un altro elettore per un’altra lista che non si presenta in nessuna coalizione).

Anche la mia breve stagione di “politica istituzionale” non avrebbe potuto avere luogo senza il contributo fondamentale degli allora compagni di Rifondazione Comunista, come si può vedere dalla storia di questo blog.
Proprio nel nome di questa vicinanza, e avendo memoria storica di come i comunisti siano stati trattati in passato dal centrosinistra, con affetto e preoccupazione mi chiedo: valeva la pena spaccare in due un partito su un’ipotesi di alleanza (per quanto meramente elettorale), se manco si è sicuri di essere accettati dagli altri “soci” di quella coalizione?
Oh, magari mi sono perso qualche fondamentale dichiarazione dei segretari dei vari partiti di centrosinistra che intendono accogliere a braccia aperte Rifo nel loro quadratino di scheda elettorale, ma non so perché, la cosa mi pare parecchio incerta.


Commenti